Il Tirreno

Versilia

Hockey: la finale-derby tra Viareggio e Forte dei Marmi a colpi di inni

Gabriele Buffoni
Hockey: la finale-derby tra Viareggio e Forte dei Marmi a colpi di inni

Le interviste ai due compositori delle canzoni che animano le partite versiliesi per la conquista dello scudetto

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Cgc e Forte si scontrano per conquistare lo scudetto. Ecco le interviste ai creatori degli inni che sono la colonna sonora delle due scuderie. Avvertiamo i lettori che l'ordine delle interviste è rigorosamente alfabetico.

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Il compositore bianconero: «Incrocio le dita e dico scudetto al magico Cgc»

Parla Gianluca Domenici, autore dell’inno della squadra viareggina: «Avevo fiducia nella squadra anche sul 2-0 per il Forte»

«Il mare, la spiaggia, il sole di Viareggio, ce l'abbiamo tutti dentro. Questo cuore bianconero batte forte, pazzo per il Centro!» È risuonato anche martedì sera, in un PalaBarsacchi pieno come un uovo, l'inno ufficiale del Cgc Viareggio a sancire i festeggiamenti per la rimonta viareggina che - un po' come il libeccio di cui parla il brano - si è abbattuta sul Forte dei Marmi recuperando l'iniziale 2-0 e rimandando la lotta scudetto alla sfida decisiva di sabato.

Autore e interprete di un brano entrato nella storia del tifo bianconero, Gianluca Domenici (che ha firmato tante celebri canzoni del Carnevale, da Delafia a Il samba del viareggino) è anche tifoso sfegatato che - sciarpa bianconera sempre al collo - ha seguito in casa il Centro in tutti questi playoff.

Gianluca, come stai vivendo questa finalissima che dopo quattro anni vede di nuovo protagonisti Forte e Cgc?

«Ormai ci credo e incrocio già le dita in vista della partita di sabato. In realtà, lo possono testimoniare in tanti in città con cui ho parlato di questa finalissima, ho avuto sempre una fiducia incrollabile nelle potenzialità di questa squadra: anche dopo il 2-0, nei giorni prima di gara 3 continuavo a ripetere che ne avremmo vinta almeno una a Forte dei Marmi. Ero forse più incerto per la vittoria di gara 4, invece martedì vivendola dagli spalti è stata davvero una serata da incorniciare: ho perso la voce a forza di cantare i cori con il resto dei tifosi».

Cosa ti esalta di più di questo Cgc Viareggio?

«È tutta la stagione che seguendo le partite del Centro sono rimasto stupido della serietà e della coesione di tutto il gruppo. A partire dall'allenatore che pur non essendo un esperto di hockey, quindi da semplice tifoso che ha seguito le vicende della squadra, mi sento di promuovere in pieno: è evidente che tiene bene in pugno la squadra e che i giocatori in pista sanno bene cosa fare senza mai perdere la calma. Mi ricordo di tante squadre del passato che commettevano ingenuità anche pesanti, subendo espulsioni e perdendo spesso per nervosismo. Invece stavolta mi meraviglia la maturità di questo Centro. Ecco anche perché sono fiducioso: anche rispetto all'anno del primo scudetto vedo meno individualità ma più un "lavoro d'orchestra" che mi entusiasma».

Il tuo inno fu scritto proprio nel 2011, in occasione della vittoria del primo e (finora) unico scudetto bianconero: rivivi un po' quell'atmosfera?

«Purtroppo no, lo ammetto. Parlo ovviamente dell'energia che allora si respirava tra il pubblico: mi ricordo che c'era un entusiasmo elettrico. Oggi invece, nonostante la spettacolare cornice di tifosi, vedo un entusiasmo quasi compassato. Forse anche il tifo è maturato, non necessariamente è un difetto».

Forza Magico Centro è ormai diventato un must al PalaBarsacchi: che emozione è sentirlo dopo ogni vittoria?

«L'emozione è tanta e ha sempre il sopravvento, anche se ormai sono passati anni da quando lo scrissi: io sono un tifoso viareggino fin da quando ero bambino, quando avevo l'abbonamento allo stadio dei Pini per il calcio e poi, crescendo, la squadra di hockey con Nelson Jaime. Aver scritto qualcosa che ha lasciato il segno per la mia squadra del cuore mi fa sempre venire i brividi, specie quando mi unisco agli altri cantandola dagli spalti». Sabato ci sarà gara 5: sarai al PalaForte insieme ai tifosi bianconeri? «No, la vedrò a casa di amici: ci siamo già organizzati con la cena e poi tutti davanti alla tv. Un po' in stile fantozziano, con la classica "frittatona e rutto libero". Però lancio un invito al mio amico Marco Macchiarini, autore dell'inno del Forte: comunque vada, lo chiamerò e lo inviterò a farci una bevuta a metà strada, più amici di prima».

Ascolta: ecco l'inno del Cgc


Il compositore rossoblù: «Fiducia intatta Il tricolore sarà del Forte»

Marco Macchiarini, autore dell’inno fortemarmino, è ottimista: «Traiamo insegnamento dagli errori delle ultime due sfide»

Anima da vero brano rock 'n roll, ritmo incalzante e un ritornello tanto semplice e diretto da entrare nella testa per non lasciarla più. È rossoblù, l'inno ufficiale del Forte dei Marmi, in questi sei anni di successi dell'hockey fortemarmino ne ha sancito l'ingresso in pista e i festeggiamenti in occasione delle vittorie più memorabili. Da quella prima finale scudetto contro il Valdagno - nel 2014, anno in cui (il 7 febbraio) fu presentato ufficialmente il brano - alla più recente gara 5 di semifinale, vinta sempre contro i vicentini, che a 3 secondi dalla fine ha visto il Forte strappare la qualificazione per il secondo derby-scudetto della storia.

Sabato in occasione della definitiva gara 5 accompagnerà ancora una volta la squadra di Pierluigi Bresciani in pista mentre sugli spalti Marco Macchiarini, leader della cover band "The Sugar Night Band" e autore - con Renato Tarabella, Marino Baldini e Dino Mancino - del brano, coverà segretamente il desiderio di sentirla risuonare anche dopo il fischio finale.

Marco, da cantante a tifoso "pasionario" il passo è breve: qual è il tuo stato d'animo in questa finale al cardiopalmo?

«Sto vivendo questi giorni pieno di fiducia e di speranza, nonostante i due brutti colpi da cui siamo reduci: la delusione per questa rimonta del Centro è tanta da smaltire. Personalmente dopo la grande vittoria in gara 2 ero convinto che il Forte fosse riuscito a fiaccare il Viareggio anche nello spirito. Mi sono dovuto ricredere, a riprova che la pallina è tonda e tutto può capitare in questo sport. Però l'amarezza rende ancora più salda la fiducia per la vittoria del tricolore: da fortemarmino doc sarebbe una beffa clamorosa vederci sconfitti sabato. Ora più che mai i giocatori devono mostrare la propria grinta e il pubblico sugli spalti l'attaccamento a questa squadra. È nel momento più buio che bisogna suonare la carica».

È rossoblù, a questo proposito, pare scritto a pennello.

«L'intento, quando lo scrissi, era proprio quello di dare uno sprone in più alla squadra al momento dell'ingresso in pista: venendo spesso al palazzetto mi ero accorto che non c'era una canzone fatta su misura per questo scopo e così mi misi a lavoro. È un inno alla positività e spero che sia utile anche in questa gara 5: quando vedo il video poi proiettato sul tabellone al palasport è sempre un'emozione. Lo girammo insieme a Pedro Gil e agli altri campioni del Forte alcuni anni fa, con le immagini delle vittorie dei tre scudetti: da brividi. Mi chiedo invece come mai dopo si canti "I giardini di marzo": è un po' triste come melodia, meglio a questo punto Joe Cocker. Con quello ballerebbero tutti».

Cosa ti aspetti dal Forte sabato sera?

«Sono sicuro che la squadra saprà mettere in pista una reazione d'orgoglio, anche perché mister Bresciani è una persona per cui nutro grandissima stima e so che darà la giusta carica allo spogliatoio. Il mio appello ai giocatori è soltanto uno: mettiamo da parte la rivalità e traiamo il meglio da queste due ultime sconfitte. Il Cgc Viareggio ci ha dato una lezione, dimostrando grande forza di volontà quando ormai sembravano sconfitti. Dimostriamo sabato di aver imparato dagli errori e di saper fare anche meglio di loro conquistando lo scudetto».

Da Gianluca Domenici le è stato lanciato un invito per una bevuta tra amici per il post-partita: è disposto ad accettarlo, qualunque sarà il risultato?

«Certo che sì, sono sempre stato contrario alla "guerra" anche quando si tratta del campanilismo tra Forte e Viareggio: la rivalità lasciamola ai 50 minuti di partita. Accetto più che volentieri e anzi rilancio: lo champagne per festeggiare lo porto io, lo tengo in fresco da gara 3».

Ascolta: ecco l'inno del Forte

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