Il Tirreno

Versilia

Ucciso dal monossido: "Canna fumaria difettosa"

Fabio Maccheroni, il turista di Seravezza morto a Trapani
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Fabio Maccheroni, il turista di Seravezza morto a Trapani

La tragedia di Fabio Maccheroni: secondo i consulenti della Procura è stata la cattiva manutenzione a causare l'avvelenamento

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SERAVEZZA. «La canna fumaria era difettosa e senza un’adeguata manutenzione». Ne sono convinti i due consulenti tecnici incaricati dalla Procura di indagare sulla morte di Fabio Maccheroni, rimasto vittima a 43 anni del monossido di carbonio respirato mentre stava dormendo in un Bed&breakfast a Trapani.

La tragedia avvenne la notte del 16 agosto del 2016. Il gas che ha avvelenato Fabio e l’amico Alessio Menicucci, che invece è sopravvissuto, sarebbe fuoriuscito dalla canna fumaria di un panificio sottostante, che partendo dal piano terra sale su e attraversa tutto lo stabile dove si trova il B&B.

Su questa vicenda si è aperto un processo con tre imputati per omicidio colposo: Benedetta Serafico, l’imprenditrice che gestisce il B&B “L’Orchidea” dove è avvenuta la tragedia; Tuzza Augugliaro, proprietaria dell’immobile in cui si trova la struttura ricettiva; Bartolomeo Altese, titolare del panificio situato al piano terra dello stabile.

La famiglia di Fabio, conosciutissima in tutta la Versilia (ha vissuto tra Forte, Pietrasanta e Seravezza, mentre Fabio era andato ad abitare a Querceta un anno prima della morte), si è costituita parte civile al processo ed è tutelata dagli avvocati Elena Libone e Fabrizio Pelletti.

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