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Il piromane della Versilia colpisce ancora bruciate nella notte due automobili
I mezzi erano parcheggiati in strada a Focette: è il primo caso fuori da Viareggio, ma per i carabinieri è la stessa persona
Una carcassa di auto senza gomme, senza sedili, senza targa. Un’altra distrutta a metà. E l’odore di acciaio bruciato che graffia i polmoni in una mattina poco soleggiata. È quello che rimane del rogo avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in via Ariosto, a Focette, il quartiere in di Marina di Pietrasanta: alberghi, ville e villette super-popolate d’estate ma semi-deserte il resto dell’anno.
Sul lungomare si snoda il viale della movida, quattro discoteche in cinquecento metri, ma lunedì notte il quartiere dorme. Poco prima dell’una, ci sono solo tre auto parcheggiate davanti al palazzone di via Ariosto, un vecchio hotel trasformato in appartamenti, quasi tutte seconde case. Ne vanno a fuoco due. Una, una Volkswagen T-Roc, viene divorata dalle fiamme. L’altra, una Fiat 500, solo per metà, ma sarà comunque da buttare. Appartengono a una coppia di pensionati, lui campano, lei ligure: vivono a Focette solo da dicembre. In un primo momento, carabinieri e vigili del fuoco ipotizzano un cortocircuito. Il proprietario aveva già un appuntamento per oggi con la concessionaria di Massa, dove ha appena comprato l’auto, per un difetto al condizionatore. Ma quando i pompieri spengono l’incendio, diventa chiaro che non è così. Nel bagagliaio della Volkswagen c’è un masso utilizzato dal piromane per spaccare il vetro e gettare il liquido infiammabile. Le fiamme sono sicuramente partite da lì, e da lì si sono allungate sulla seconda auto, la 500, parcheggiata accanto. Solo per pochi minuti non viene bruciata anche la terza auto.
I carabinieri acquisiscono le immagini delle telecamere sul lungomare per cercare di chiudere il cerchio sul responsabile. Secondo i militari si tratta della stessa persona che sta seminando il panico a Viareggio, anche se è la prima volta che esce dal comune. Gli ultimi due casi sono accaduti meno di due settimane fa. Nella notte tra il 9 e il 10 maggio sono state date alle fiamme due auto: una al Marco Polo, l’altra a Città Giardino. Sempre scelte a caso, nello stile del “vero” piromane. Ed è da febbraio che vanno a fuoco auto in Versilia.
I carabinieri hanno individuato subito il responsabile. O meglio: hanno individuato il responsabile di due degli otto incendi di questi mesi (nove con quello di lunedì notte). Sugli altri, sono ancora in corso le indagini. Si tratta di un 23enne, nato in Germania, ma da tempo in Versilia, senza fissa dimora. Un giovane borderline che, secondo gli inquirenti, dovrebbe essere trasferito in una Rems, la struttura sanitaria per criminali psichiatrici che ha sostituito i manicomi. Peccato che in Toscana ce ne sia solo una (a Volterra) da trenta posti: ovviamente già piena. I militari, comunque, lo hanno arrestato, a febbraio, ma una settimana dopo il giudice lo ha rimesso in libertà, sostenendo che non fosse responsabile del reato di incendio (reato per cui era stato denunciato dall’Arma), ma solo di danneggiamento. E per questo il codice penale non prevede il carcere. Una sfumatura giuridica, che sta togliendo il sonno a molti versiliesi. —
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