Gli hotel: la spiaggia non basta più, noi fermi e gli altri corrono
Gli albergatori preoccupati per il calo del giro d’affari «Difficile fare investimenti con una tendenza negativa» Ecco alcune proposte
viareggio. Spiaggia e mare non bastano più: gli hotel lo gridano a voce alta. Lo ha detto Sandra Lupori, giovane neopresidente dell’Associazione albergatori di Viareggio, a poche ore dalla nomina: bisogna andare oltre, servono eventi, promozione. Servono idee. E lo ribadisce Maria Rosaria Francavilla, presidente di Assohotel Versilia: «Bisogna dare una motivazione alla gente per venire qua. Dobbiamo smetterla di pensare che il giro in Passeggiata, per quanto bellissima, valga da solo il prezzo di una vacanza».
Eppure questa è l’estate di Jovanotti. «Avercene, di eventi così – dice Francavilla – tra l’altro il primo concerto cade in un momento perfetto, il 30 luglio: è la settimana di congiunzione con agosto, che spesso ci comporta dei problemi. Ma non possiamo basarci solo su un appuntamento che, per quanto straordinario e portatore di effetti benefici, rischia di essere un’oasi nel deserto». Gli albergatori sono preoccupati per le cifre che pubblichiamo in alto: «Sono anni – dice Francavilla – che facciamo presente il calo del volume d’affari. È evidente che noi siamo fermi e gli altri corrono. Se continuiamo così sarà difficile convincere gli imprenditori a investire nelle proprie strutture».
Questo è un altro punto dolente: la qualità delle strutture alberghiere. Tra gli stessi hotel si sente spesso dire che la media versiliese non è al livello di altre zone a vocazione turistica. «Gli investimenti nel turismo e nelle strutture sono pochi, quasi irrilevanti se consideriamo il totale del denaro immesso in attività imprenditoriali», ha confermato pochi giorni fa al Tirreno un attento osservatore dell’economia locale come Gianfranco Antognoli. Ma gli imprenditori ribattono: poco volume d’affari significa poco fatturato. E quindi la borsa va ristretta, anche quando si deve riqualificare o rinnovare l’albergo.
Come uscirne? Col turismo “motivazionale”, dice Francavilla. Dando qualcosa in più al cliente: qualcosa che non possa trovare da nessun’altra parte. «Gli eventi, certo, ma anche manifestazioni sportive che attirano gente e iniziative persino provocatorie, se vogliamo. Come la passerella sul lago d’Iseo allestita dall’artista Christo», dice la titolare dell’hotel Spinelli. In effetti la Versilia dovrebbe dare lezioni sulle opere d’arte in grado di attirare visitatori da tutto il mondo. Sandra Lupori ha chiesto «un calendario programmato per tempo». Magari unendo le forze tra tutti i Comuni, anche perché singolarmente sembrano fare fatica un po’ tutti. Ma qui ci si scontra con il campanilismo storico. Uno dei tanti limiti dell’offerta turistica attuale. —
M.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google