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Un pezzo di storia della città ai funerali di Gemignani

Un pezzo di storia della città ai funerali di Gemignani

Viareggio, la figlia Cristiana legge una commovente lettera dedicata al padre: «Rifiutavo di essere la figlia di Ghigo, ma ne ero orgogliosa»

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C’era un pezzo importante di storia di Viareggio, ieri pomeriggio, nella chiesa di Sant’Andrea per l’ultimo saluto a Federigo Gemignani, ex sindaco della città negli anni d’oro, ma anche presidente di Carnevale e Festival Puccini. In tanti - ex compagni di partito della Democrazia cristiana, ma anche avversari politici di una stagione felice della città - si sono infatti voluti stringere intorno a Raffaello e Cristiana, i due figli di «Ghigo». E proprio Cristiana - che dal padre ha preso le redini della gestione dell’hotel Giulia di Lido di Camaiore - è stata la protagonista del momento più toccante, quando ha letto una sua lettera dedicata al padre che riproponiamo.


di Cristiana Gemignani

Il giorno che ho sempre temuto fin da quando ero piccola è arrivato. Pensavo di essere pronta, ma non si è mai veramente pronti.

Negli ultimi tempi ti ho tenuto un po' alla larga dalla mia vita privata: sei sempre stato un uomo decisamente ingombrante.

Era come se naturalmente avessi bisogno di prendere le distanze da te, in previsione del giorno in cui ci saremmo salutati. Ed è stato pochi giorni fa che mi hai salutato in forma ufficiale, come piaceva fare sempre a te. Mi hai dato la mano e mi hai detto ridendo “ti saluto, me ne vado” .

Ti ho preso in giro come sempre, sei sempre stato teatrale, ipocondriaco ed egocentrico, ma sentivo che stavolta non bluffavi. Non volevo cedere ai sentimentalismi, perché eravamo troppo uguali e troppo legati per affrontare un distacco definitivo. Volevo minimizzare e sdrammatizzare, era una forma di difesa. Ma lo avevamo capito entrambi.

Per me, è stato un onore averti come padre. Sei stato grande in tutto, anche negli eccessi. Al di là delle innate doti politiche ( la Politica con la P maiuscola), non sei mai stato banale.

Sei stato geniale, forte, caparbio e combattivo. Non ti sei mai accontentato delle soluzioni facili a buon mercato. Hai sempre precorso i tempi, anche nel lavoro, sei stato lungimirante e audace.

Non è stato facile essere tua figlia, per me che ho sempre rifiutato essere per tutti “la figlia di Ghigo”, pur essendone estremamente orgogliosa. Il peso della tua personalità è sempre stato un macigno che a volte rifiutavo. Ma la mia ammirazione per te è sempre stata smisurata, e tu lo sai.

Mi sei stato particolarmente vicino durante la mia separazione, nelle lunghe telefonate che ci facevamo la sera, quando mi parlavi come un amico e mi stavi accanto con la tua esperienza, senza giudicarmi. E in quel frangente mi hai veramente sorpreso mostrandomi una parte di te che non conoscevo.

Ma al di là delle migliaia di cose che hai realizzato, la cosa più bella che hai fatto è stata essere un nonno speciale per Luca. Molto più di un nonno. E tu lo sai bene e di questo te ne sarò sempre grata.

Hai avuto una vita piena, ricca di contrasti e di soddisfazioni e tutto ciò che hai realizzato è stato frutto della tua passione e della tua onestà cristallina.

Per me, sei stato un grande. Il più grande di tutti.

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