ICare punta alla Viareggio Porto, il Comune ci mette 1,2 milioni
La delibera di ricapitalizzazione della società “in house” rinviata al 9 maggio. Il progetto: 70 posti barca in più e rinuncia al porticciolo di Torre del Lago
Oltre un milione (1.200.000 euro) per ricapitalizzare la società “in house” del Comune di Viareggio (ricapitalizzata con 1 milione già nel 2017, un anno dopo la nascita) per consentire alla stessa la gestione delle attività aggiuntive che il Comune passerà alla società del presidente Moreno Pagnini per compensare la cessazione dell’affidamento del servizio tributi. E non solo. Perché Pagnini, nelle relazioni allegate alla delibera di ricapitalizzazione che il consiglio comunale di ieri ha deciso di rinviare a giovedì pomeriggio, si avventura su ben altro terreno. Arrivando a delineare uno scenario in cui una società “in house”, interamente del Comune, partecipa ad un’asta per l’acquisto di una società interamente pubblica, sotto forma di Srl, quale è la Viareggio Porto. Ciò che rende possibile l’operazione è un assegno circolare da 1,2 milioni staccato dal Comune a favore della società “in house”.
Nella relazione di Pagnini datata 2 maggio scorso, si fa «l’ipotesi di acquisizione degli asset attualmente in asta dalla “Viareggio Porto Srl” in liquidazione» e si ipotizzano «un investimento triennale ed una redditività della gestione portuale progressivamente incrementabile nei 5 anni successivi all’inserimento nella nuova attività» nel novero di quelle già in carico ad ICare.
La delibera che andrà al voto del consiglio e sulla quale a ieri mancava il parere dei revisori dei conti del Comune, da qui il rinvio chiesto dall’assessore al bilancio Laura Servetti, contiene la seguente analisi: «Il Piano industriale e finanziario per la gestione corrente della società ICare risulta economicamente sostenibile con i proventi derivanti dai contratti di servizio in corso. Ed il medesimo assicura il perseguimento dell’equilibrio economico/finanziario. Proventi che sembrano essere calcolati per buona parte sull’ipotesi di portare a buon fine l’affare Viareggio Porto. Come dai dati della relazione di ICare dove, in relazione alla ricapitalizzazione si legge: «L’equilibrio economico strutturale generale della società e l’implementazione della dotazione finanziaria potranno consentire, in sinergia con l’amministrazione comunale, di poter eventualmente partecipare all’asta pubblica per l’acquisizione dell’asset della Viareggio Porto Srl in liquidazione in concordato preventivo. Che, dall’esame dello specifico piano pluriennale di gestione, potrà accrescere ulteriormente la redditività societaria». L’operazione viene definita «un’opportunità sia sotto l’aspetto economico che per le sinergie di carattere istituzionale che si possono sviluppare con l’amministrazione comunale, socio unico di ICare».
Oltre alla somma necessario all’acquisizione, Pagnini calcola «un investimento di 750.000 euro in tre anni», a partire da un prima tranche iniziale di 450.000 euro. Il primo effetto degli investimenti in attrezzature ed impianti sarebbe - così l’analisi del presidente di ICare - «il ripristino dei posti barca, portando a 569 il numero complessivo di ormeggi disponibili, e l’immediato aumento dei ricavi stante la lista di attesa di oltre 400 nominativi». Le ipotesi relative ai ricavi danno queste cifre: «Dagli attuali 750.000 euro ai 950.000 del 2020» per arrivare a 1,2 milioni nel 2024. Prevedendo - Pagnini è chiaro nell’analisi - «i maggiori prezzi delle imbarcazioni di stazza superiore e l’incremento dei “transiti”». In questo quadro sembra destinato a morte certa l’approdo turistico di Torre del Lago. Nella relazione di Pagnini, infatti, si parla espressamente di «rinuncia al contratto di locazione» che porta nelle casse della Fondazione Festival Pucciniano 145.000 euro l’anno. —
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