Il Tirreno

Versilia

Migliaia di persone per l’ultimo abbraccio a don Beniamino

Cesare Bonifazi
Migliaia di persone per l’ultimo abbraccio a don Beniamino

Chiesa di Capezzano strapiena, in molti costretti a restare fuori  I poliziotti hanno portato fuori la bara tra gli applausi dell’intera comunità

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I poliziotti gli hanno messo un cappello d’ordinanza in fondo alla bara, accanto alla foto. Loro che lo hanno definito per tanto tempo un amico, oltre che una guida, hanno anche portato la sua bara a spalla fino alla macchina tra gli applausi della gente che è accorsa a migliaia per dire l’ultima volta «ciao» a quel giovane prete che guidava la parrocchia.

Don Beniamino Bedini, il parroco di Capezzano Pianore era un uomo molto amato, anche al di là della propria funzione spirituale. Infatti ieri mattina alle dieci e mezzo la chiesa della frazione camaiorese era gremita. Le strade della frazione erano intasate di macchine e non c’era un posto per parcheggiare. Non c’era spazio neanche per entrare in chiesa. In molti sono dovuti rimanere all’esterno per ascoltare la messa. Migliaia di persone. Una folla che si accalcava lungo le vie d’uscita, ai lati dell’altare fin dentro alla cappellina laterale. Sulle panche frontali c’erano il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e la sua giunta da una parte, e la famiglia di Bedini dall’altra: la madre e i fratelli.

Anche tanti gonfaloni: le Misericordie paesane, gli Alpini, il Comune, la banda, le associazioni, le forze dell’ordine. Don Beniamino infatti era stato cappellano della polizia di Stato per tanti anni.

Fuori a centinaia: tutti i ragazzi delle scuole camaioresi. C’erano le sedie anche all’estero, è vero, e dagli altoparlanti si poteva seguire la messa di monsignor Castellani, ma non erano comunque abbastanza. Una funzione che ha commosso : ovunque fedeli in lacrime e persone che avevano conosciuto Beniamino.

Una veglia di preghiera e una piccola processione ha preceduto la funzione. Lo stesso monsignor Castellani nel raccontare le conversazioni con la madre di Beniamino è riuscito a stento a trattenere le lacrime: la sua voce spezzata si interrompe diverse volte durante l’omelia e durante la lettura della missiva inviata dall’arcivescovo Paolo Giulietti: «Carissimo fratello Italo - ha scritto - desidero rendermi presente con queste poche righe a te, alla mamma e alla famiglia, ai confratelli del presbiterio di Lucca e ai fedeli della comunità parrocchiale di Capezzano Pianore. Penso sarete in tantissimi a pregare insieme per dare l’ultimo saluto a don Beniamino, che tanto bene ha seminato nel suo ministero tra la gente e tra i giovani. Mi immagino i sentimenti di sconforto, di tristezza e anche di rabbia per la perdita improvvisa e prematura di un figlio, di un fratello e di un padre tanto amato, che io solo per pochi giorni non ho avuto la gioia di conoscere. “Perché?”, ci domandiamo tutti, bisognosi di trovare un senso a un avvenimento che umanamente ne è privo. Questa domanda deponiamola ai piedi del Volto Santo, nel giorno di Santa Croce; forse non ci sarà dato di comprendere, ma forse ci sarà dato di sentire che non siamo lasciati soli nel dolore da colui che ha voluto condividere fino in fondo la nostra tristezza per la perdita delle persone care, la nostra sofferenza e nostra la morte. Cari amici, lasciatevi abbracciare dal Signore Crocifisso e Risorto, per accogliere da lui i doni della speranza e del conforto». —

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