Italia
Previsti per domenica a Santa Rita i funerali dell’ex medico
La messa di addio all’ex medico è stata programmata per le 15,30. La famiglia non chiede fiori ma opere di bene
viareggio. «Non fiori ma opere di bene», questa l’indicazione che la famiglia ha dato a tutti coloro che vorranno prendere parte all’ultimo saluto a Roberto Castellari, il pediatra neonatologo in pensione che aveva lavorato all’ospedale Versilia, morto al termine di una lite con il figlio Stefano lunedì scorso. Nella mattinata di oggi dovrebbe arrivare dall’autorità giudiziaria il via per la liberazione del corpo dell’uomo. Questo può permettere alla famiglia di organizzare il funerale. Le esequie sarebbero programmate per questa domenica alle 15.30 alla chiesa di Santa Rita.
Il funerale verrà curato dalla Misericordia di Viareggio.
Quella del settantanovenne è stata una morte che ha sconvolto non solo la famiglia Castellari che da giorni ha deciso di non parlare con i giornalisti se non in futuro tramite gli avvocati, ma anche l’intera comunità del Varignano.
La famiglia Castellari infatti era estremamente conosciuta nel quartiere e in tutta la città: Roberto e la moglie Margherita Giannoni erano assidui frequentatori della chiesa della Resurrezione del Varignano. Giannoni è stata per anni anche catechista della parrocchia.
I due avevano insieme otto figli: Roberta, Stefano, Francesca, Marco, Pietro, Lucia, Maria, Michele. Tutti hanno vissuto praticamente sempre nella zona dove lunedì è avvenuto l’omicidio.
Proprio Stefano, uno dei figli di Roberto, è indagato per aver provocato la morte del padre. Secondo la prima ricostruzione fatta dagli inquirenti, nella casa al quarto piano di via De Sortis 9 i giorni precedenti alla tragedia sono stati molto difficili. Sarebbero infatti state ripetute le discussione tra Stefano e il padre per la causa della madre Margherita, gravemente malata e costretta a letto da anni. Lunedì l’ennesimo litigio per un futile motivo: le medicine da dare alla donna. Al termine di questo alterco, secondo quanto ha raccontato lo stesso Stefano poco dopo il terribile gesto, il padre avrebbe preso in mano una delle pietre ornamentali che si trovavano in casa e avrebbe colpito il figlio. Sarebbe stato in questo frangente che Stefano si è ferito alla testa. L’uomo avrebbe poi sfilato la pietra dalle mani del padre e lo avrebbe colpito alla testa più volte. Versione avvalorata dai primi risultati dell’autopsia. L’anziano poi si sarebbe protetto con un cuscino, lo stesso che Stefano ha premuto davanti al viso del padre. Non è ancora chiaro, lo diranno i risultati istologici, se a causare la morte dell’uomo siano stati i colpi oppure il soffocamento con il cuscino. —
C.B.M.
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