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La Bussola torna agli antichi splendori con Peppino di Capri
C’erano oltre 400 persone al primo concerto d’autore In sala anche Mimmo D’Alessandro e Marialina Marcucci
focette. È stato come se, per una sera almeno, alla Bussola il tempo non si fosse mai fermato. E che tra il concerto di Peppino di Capri di martedì e quelli degli anni ’60 non esistesse uno scarto di mezzo secolo e pure di più. C’erano oltre 400 persone sedute ai tavoli collocati a macchia di leopardo nella sala centrale del locale di Focette gestito dalla famiglia Angeli.
Che il prologo della rassegna “Bussola d’autore” sia stato un successo lo certificano le parole dello stesso Di Capri. «Ero curioso di vedere la reazione del pubblico. Una partecipazione simile non me l’aspettavo, ho percepito la voglia di ricostruire un giocattolo che si era rotto». Un’ora e mezzo di concerto, passando in rassegna le canzoni più iconiche, un connubio di emozioni e divertimento che ha prodotto come inevitabile e scontato risultato il lungo omaggio di chi questo evento proprio non voleva perderselo (tra cui il patron del Lucca Summer Festival Mimmo D’Alessandro e la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci): “Luna caprese”, “Il sognatore”, “E mo e mo”, “E tu ci sei”, “Un grande amore e niente più”, “T’aggio vuluto bene a te”, “Nessuno al mondo”, “Tu si’na malatia”, “Malafemmena” (un omaggio all’immenso Totò), “Ma che ne sai”, “I miei capelli bianchi”, “Love me”, “Let’s twist again”, “Saint Tropez twist”, “Champagne”, “Roberta”. Eccola, la scaletta proposta martedì, in una serata (condotta da Francesca Romeo) che ha vissuto nel medley di Giandomenico Anellino (direttore artistico di Bussola d’Autore) il suo prologo. «L’idea di rilanciare le orchestre dal vivo è molto interessante, bisogna pensarci seriamente. E forse questo è stato un segnale forte», la considerazione di un Peppino Di Capri visibilmente coinvolto, al punto che «mi servirà qualche giorno per ricompattare i ricordi di un concerto a cui mi ero preparato in modo scrupoloso, l’avevo considerato come l’inizio di un qualcosa di magico, che si sarebbe potuto riscoprire. E chissà che non ci siamo riusciti». Il premio per i 60 anni di carriera («anche se ormai sono più di 61…») è stato il gratificante epilogo di un evento a cui faranno seguito quelli del 31 maggio con Patty Pravo e del 23 agosto con Gino Paoli. —
G. N.
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