Il Tirreno

Versilia

Un locale ricco di storie e personaggi da raccontare

Angelo Cupisti
Un locale ricco di storie e personaggi da raccontare

Il Bar Lencioni vinse la prima Coppa Carnevale 

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LA STORIA

Il Bar Lencioni che ieri ha ospitato il caffè Tirreno nacque nel 1936 ad opera di Iorio e Adele Lencioni i cui figli Livio e Anna gestirono il locale fino al 2000. Situato in via Fratti angolo via Pascoli, accanto all'ex Tabaracci, il Lencioni ha sempre rappresentato il ritrovo di tantissimi tifosi di calcio e di appassionati di ciclismo.

Numerose le curosità e le storie legate a quel tipo di tifo come quando, in occasione delle sconfitte della Juventus, venivano organizzati in via Fratti veri e propri funerali o quando in occasione di una corsa a tappe che vedeva Bartali protagonista sotto la pioggia un tifoso si piazzò in mezzo alla strada gridando che voleva soffrire come il suo idolo.

Al Bar Lencioni si ritrovavano personaggi come il Ciaba (l'Andreuccetti), l'infermiere Gildone (Gildo Galli) e sua madre Emilia; erano i tempi dell'ex assessore Roberto Rossi (detto Gibè) che poi si dette all'hockey su pista e, qualche anno prima, di Marcello Lippi, dei Romoli, Carmignani e poi degli Zei, Fiorio, Ambrogi, di Ilario Niccoli detto “Carara” e degli appassionati di basket che giocavano nel campo davanti al Circo del Tennis Viareggio, i Sodini, Luporini, Pieraccini, Soppelsa.

Il nome del bar Lencioni è soprattutto legato alla prima edizione della Coppa Carnevale che vinse nel febbraio del 1948. Il Cgc dell'allora presidente Enzo Soldani proprio per dare una sferzata di energia al traballante calcio locale organizzò nel periodo carnevalesco un torneo che assunse il nome di Coppa Carnevale e vi parteciparono undici squadre in rappresentanza di bar e rioni locali. Nella finale il Bar Lencioni superò per tre a zero il Bar Fattore. —

Angelo Cupisti

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