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I genitori non la riconoscono: neonata ai servizi sociali

Cesare Bonifazi
I genitori non la riconoscono: neonata ai servizi sociali

Al Versilia episodi del genere capitano all’incirca tre volte in un anno I medici: «Una bimba sana che non ha dato problemi e a cui siamo affezionati»

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Una bella bimba con le guance rosa, nata circa tre mesi fa all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore. Ma i genitori, con molti problemi, non solo economici, non possono tenerla e decidono di non riconoscerla.

Da qui inizia il viaggio della piccola che dopo tre mesi di cure affettuose da parte del reparto di Neonatologia dell’ospedale Versilia è stata trasferita in una struttura protetta, per ordine del giudice del tribunale, in attesa che qualcuno possa adottarla. Il trasferimento è avvenuto martedì scorso, il 9 aprile. La bimba non ha avuto ancora la fortuna di avere una famiglia tutta sua.

Non è il primo caso del Versilia: quest’anno è già accaduto una volta e la media dei bambini nati e poi non riconosciuti si aggira intorno ai tre casi all’anno. La legge infatti garantisce il diritto a tutte le donne di partorire in anonimato, gratuitamente, ricevendo la necessaria assistenza sanitaria per loro stesse e per il bambino. All’interno della Regione Toscana è previsto in questi casi un percorso di prevenzione e di tutela che permette alla donna in difficoltà di affrontare con consapevolezza la propria situazione sia che decida di tenere il bambino sia che decida di non riconoscerlo, partorendo in anonimato.

Quella bambina è speciale, tanto da essere riuscita a farsi amare da tutto il reparto, da medici e infermieri: «Non si tratta di un fatto nuovo o particolare - spiega Luigi Gagliardi, direttore della Pediatria del Versilia e capoarea aziendale della pediatria - Ogni anno capita che qualche neonato. Si sviluppa sempre un grande affetto tra il personale della nostra Neonatologia ed i piccoli ospiti della struttura. Questa neonata non ha rappresentato per noi un caso impegnativo dal punto di vista sanitario. Il problema è stato fin dall’inizio di carattere sociale e ringraziamo chi si sta occupando della questione. Sicuramente con questa bella bambina si è creato un rapporto molto stretto e tutti noi speriamo che possa trovare presto una famiglia adottiva che si prenda cura di lei».

E nella giornata di ieri infatti ci sono state delle anime buone che hanno telefonato, sia alla struttura dove adesso è accudita la piccola, sia negli uffici comunali, per chiedere informazioni sulla bimba e se ci fosse un modo qualunque per aiutarla.

«Ma la situazione adesso è tutta in mano al tribunale di Lucca che sta gestendo la situazione con estrema attenzione - spiega l’assessora al Sociale Anna Graziani - non ci tiriamo mai indietro quando si tratta di queste situazioni. Tuttavia, dato che si parla di problematiche diffuso, sarebbe forse necessario affrontare la situazione a livello comprensoriale e versiliese evitando che Camaiore si faccia carico di tutti i costi soltanto perché l’ospedale si trova nel nostro territorio». —

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