Il presidio
Rubano al mausoleo della Strage, la rabbia della mamma di Stefania
Antonietta Frasca: «Avevo portato alla tomba di Stefania un vaso che mi era stato donato. Un vaso davvero bello nel quale avevo messo un altrettanto bella pianta. Hanno portato via tutto. Lo spazio rimasto vuoto è stato riempito con una piantina»
VIAREGGIO. Chi non abbia mai varcato il cancello del mausoleo al cimitero della Misericordia dove sono sepolte buon parte delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 non può capire l’angoscia, la rabbia, la disperazione che ogni volta – anche dieci anni dopo – quel luogo suscita. Eppure ci sono mani che quel cancellino hanno spinto per avventurarsi tra le lapidi e le foto della vita che fu con l’intento di rubare. Ascoltare Antonietta Frasca, madre di Stefania Maccioni morta insieme a Luca e Lorenzo, due dei suoi tre figli, che racconta il furto lascia senza fiato.
«Avevo portato alla tomba di Stefania un vaso che mi era stato donato. Un vaso davvero bello nel quale avevo messo un altrettanto bella pianta. Hanno portato via tutto. Lo spazio rimasto vuoto è stato riempito con una piantina», continua Antonietta, da settimane presente nell’aula 32 del Palazzo di giustizia di Firenze dove si celebra il processo d’appello per il disastro ferroviario di Viareggio, insieme al figlio Andrea e a tutti gli altri familiari delle vittime di quella notte maledetta. Non è la prima volta che vengono denunciati furti al cimitero. Ma in dieci anni è la prima volta che qualcuno si spinge fino a profanare uno dei luoghi simbolo della strage.
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