Sicurezza ferroviaria, la promessa di Toninelli
«Nessuna distrazione»: così il ministro alla presentazione della relazione annuale dell’agenzia nazionale Ansf
Nell’intero sistema ferroviario italiano «si evidenzia il permanere di problematiche a carattere tecnico legate in particolare alla manutenzione dell’infrastruttura e dei veicoli»: così la relazione annuale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (oggi confluita nella più grande Anfisa), alla presenza del ministro delle infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli. Il quale, nell’occasione, si è così espresso: «I numeri non consentono alcuna distrazione e alcun rallentamento sul percorso di rafforzamento dei presidi di sicurezza delle linee ferroviarie. Chi sceglie il treno per spostarsi, magari per andare ogni mattina a scuola o al lavoro, deve sapere di poter viaggiare con il massimo grado di protezione». Ed è impossibile non ricordare, a questo proposito, che è ancora aperta l’inchiesta per l’incidente ferroviario di Pioltello, gennaio 2018, che ha causato 3 morti e 34 feriti.
Proprio appena dopo l’incidente di Pioltello - ricorda la relazione annuale di Ansf - «l’Agenzia ha impartito ulteriori disposizioni nei confronti di Rete ferroviaria italiana (gestore dell’infrastruttura nazionale, ndr), definendo azioni immediate a breve e a lungo termine finalizzate ad un riesame complessivo dei processi interni al Gestore dell’infrastruttura per garantire un efficace presidio dei processi manutentivi di propria competenza, richiedendone la validazione da parte di un Verificatore indipendente di sicurezza». È trascorso più di un anno, si sono susseguiti incontri e “tavoli tecnici”, ma «le attività previste a fine 2018 non risultano concluse».
A dieci anni dal disastro ferroviario di Viareggio - 29 giugno 2009, 32 morti ed oltre 100 feriti - «per quanto riguarda le tematiche manutentive dei veicoli interoperabili, l’Agenzia ha divulgato 5 “Safety Alert” ed ha avviato un processo di analisi delle cause delle rotture delle ruote monoblocco utilizzate per il trasporto merci internazionale». E sembra di sentire risuonare, tutti insieme, i temi che hanno attraversato - ed attraversano ancora oggi - l’iter giudiziario del disastro ferroviario di Viareggio. Anche perché l’Agenzia aggiunge: «Per quanto riguarda i veicoli interoperabili e quindi i percorsi manutentivi svolti a livello europeo, permangono problematiche relative a: standardizzazone dei contenuti e delle casistiche delle segnalazioni da parte delle Agenzie nazionali per la sicurezza; miglioramento del processo di comunicazione tra gli operatori ferroviari e verso le Agenzia nazionali; alla sollecita attivazione dei provvedimenti conseguenti alla diffusione di un “Safety Alert”; allo scambio di informazioni di sicurezza tra i vari soggetti interessati nell’Unione europea». Sembra che il disastro ferroviario di Viareggio niente abbia insegnato al sistema ferroviario di un’Europa che dopo il 29 giugno 2009 aveva creato perfino una Task Force e che solo l’anno scorso ha chiamato tutti gli Stati membri ed i soggetti interessati ad adottare una Carta della sicurezza ferroviaria. Senza dimenticare la Direttiva in materia che l’Italia sta oggi recependo. —
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