Il Tirreno

Versilia

in via della foce 

Morto per un infarto Orfeo Biagi, il falegname dalle mani d’oro

Claudio Vecoli
Orfeo Biagi
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Orfeo Biagi

Ha lavorato ai cantieri navali Benetti e poi alle Poste Era famoso per i modellini degli angoli più belli della città

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VIAREGGIO. Era uscito di casa nel pomeriggio di ieri per acquistare delle medicine alla farmacia Castellani e poi per fare uno dei suoi giretti in città, a trovare il suo grande amico Giancarlo Arrighini alla rilegatoria artistica di via Veneto. Era uscito dalla sua abitazione di piazza Brin, nel cuore della Darsena, ed aveva appena attraversato il ponte girante ed imboccato la via della Foce in direzione della Torre Matilde. E lì, all’improvviso, è crollato a terra. Orfeo Biagi, 76 anni, viareggino doc (la mamma abitava in una casa al Buo di Misurino), ex falegname ai cantieri navali Benetti in Darsena e successivamente assunto come falegname alle Poste, è morto così, vittima di un infarto improvviso. E a nulla sono serviti i disperati tentativi di rianimarlo da parte del 118 (è stato inutilmente utilizzato anche il defibrillatore in dotazione alla farmacia Castellani). Trasportato a sirene spiegate all’ospedale, è morto forse prima ancora di entrare al pronto soccorso.

Orfeo Biagi era un personaggio conosciutissimo in città. E amato da tutti per il suo carattere sempre allegro e sempre pronto alla battuta. Da molti anni soffriva di cuore (era stato sottoposto anche ad un intervento chirurgico), ma negli ultimi periodi non aveva più accusato particolari problemi tanto da condurre una vita assolutamente normale.

Falegname dalle mani d’oro, da giovane aveva lavorato per alcuni anni in Darsena, al cantiere navale Benetti. Ma qualche anno più tardi era entrato alle Poste dove, fino alla pensione, ha continuato a fare il falegname occupandosi della manutenzione delle varie sedi della Toscana costiera (da Viareggio fino all’Isola d’Elba).

Ma il suo meglio, proprio come falegname, lo dava quando realizzava dei modellini in legno degli angoli più suggestivi di Viareggio che poi venivano esposti nella vetrina della legatoria dell’amico Arrighini: dalla piazza del Mercato (“gioiello” che da qualche tempo è ospitato al Museo del Carnevale alla Cittadella) alla vecchia Piazza Grande.

E pochi giorni fa era stato fra i lettori del Tirreno che insieme alla moglie Giovanna aveva partecipato alla visita all’hangar di Jacopo Allegrucci organizzata dal nostro giornale. E proprio in quella occasione aveva voluto visitare il Museo del Carnevale e vedere per la prima volta la sua opera esposta.

Ma Biagi era legato al Carnevale anche per il suo impegno nella Vecchia Viareggio. Per molti anni ha infatti contribuito con le sue competenze in materia di carpenteria del legno alla realizzazione del carro del rione.

Fra le sue grandi passioni, poi, la montagna. Tanto che aveva fondato insieme ad alcuni amici il gruppo «Le arselline delle Apuane» con il quale ha organizzato tantissime escursioni sulle vette più belle dell’Alta Versilia. —


 

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