Il Tirreno

Versilia

Presi i banditi che pestarono il negoziante che li soprese a spaccare la vetrina

Melania Carnevali
Presi i banditi che pestarono il negoziante che li soprese a spaccare la vetrina

Individuati grazie alle telecamere di videosorveglianza: secondo i carabinieri sono responsabili di altri furti a La Spezia

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VIAREGGIO. Uno ha 23 anni, l’altro 32. Il primo viene dalla Polonia, il secondo dal Marocco. Secondo i carabinieri sono loro i responsabili dei due furti e della rapina messi a segno a suon di pugni e picconate, nel centro di Viareggio, in un’unica mattina: quella del 31 gennaio. Una mattina che il titolare del negozio di alimentari di via Mazzini, Claudio Del Mugnaio, non dimenticherà facilmente. Venne preso a calci e pugni dai due rapinatori in fuga per essersi trovato al posto giusto nel momento sbagliato. Grazie a un’indagine certosina dei carabinieri di Viareggio, guidati dal capitano Edoardo Cetola, e di quelli di Sarzana, la coppia di banditi è stata identificata e arrestata. A loro sono stati attribuiti diversi colpi.

I fatti
31 gennaio. Sono circa le sette di mattina, quando i due prendono di mira la prima attività di Viareggio. È il negozio di articoli ortopedici Filippi in via XX Settembre. In strada iniziano a scendere i primi lavoratori, ma loro se ne fregano. Rischiano. Prendono a picconate la vetrina, entrano, mettono sottosopra il negozio e portano via il registratore di cassa. Prendono le poche monete rimaste e lo abbandono in strada. Nel negozio lasciano però tracce di sangue. Vanno in via Mazzini. All’angolo con via Puccini, c’è la Western Union, l’agenzia che si occupa di trasferimenti di denaro nel mondo. Prendono a picconate anche quella vetrina. Dentro riescono a racimolare circa cento euro. Fuori, nel frattempo, è arrivato davanti al suo negozio di alimentari Del Mugnaio. Sta tirando su la saracinesca, quando vede i due uscire dall’altra attività e si blocca dal panico. I due si allontano, poi ci ripensano e tornano indietro. Al commerciante cade lo zaino dalla mano. Loro lo minacciano con il piccone, poi lo colpiscono. Prima con un pugno, poi, quando cade a terra, con un calcio. Afferrano lo zaino e se ne vanno. Questa volta davvero.

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La fuga
I due fuggono a piedi. Poi, forse, in treno. Arrivano alla stazione di Sarzana. Non molto distante c’è un vecchio rudere, ed è lì che nascondono la refurtiva. Ma quella mattina arrivano anche i carabinieri della compagnia di Sarzana per un controllo. E trovano documenti, telefoni, un bancomat e un sacchetto pieno di monetine. Ma non c’è flagranza e, soprattutto, i fatti, a Viareggio, sono appena accaduti e non sono ancora noti.

Le indagini
La testimonianza del commerciante viareggino è il punto di partenza delle indagini dei militari. Tutto il resto lo fanno le immagini di videosorveglianza. I carabinieri esaminano ore e ore di filmati relativi a furti commessi con la stessa tecnica. Poi confrontano le impronte digitali e riescono a ricostruire una serie di colpi messi a segno dai due uomini. Pochi giorni prima i fatti di Viareggio, i due, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avevano rubato in un bar a La Spezia, spaccando rigorosamente la vetrina con un mattone, e poi erano fuggiti su uno scooter rubato. Una pattuglia della radiomobile li aveva individuati e li aveva inseguiti. I due erano caduti a terra, ma grazie al buio della notte erano riusciti a fuggire tra gli alberi. I carabinieri avevano ritrovato i cocci del salvadanaio rubato dal bar. E, con i cocci, le impronte. Indizio dopo indizio, i militari sono riusciti così ad attribuire ai banditi, oltre ai due furti e alla rapina di Viareggio, anche il furto dello scooter a Spezia e quello nel bar.

L’arresto
Il quadro indiziario ricostruito dai militari dell’arma è stato confermato poi dal provvedimento del Gip di Lucca che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il giovane polacco è stato rintracciato dai militari a Massa, mentre il complice, già in carcere per altri reati, si è visto notificare il provvedimento direttamente nella casa circondariale. Anche lui, a Massa.

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