Italia
Torna di nuovo all’asta la Viareggio Porto
Nuovo tentativo: l’ultima volta, a settembre, non erano arrivate offerte Metà maggio è la data di scadenza del bando che sarà pubblicato a giorni
Una nuova asta nel futuro, imminente, della Viareggio Porto, società interamente pubblica in concordato ormai dal 2014. È l’indiscrezione che circola, con una data certa: metà maggio per la data di scadenza del bando che sarebbe, dunque, di prossima pubblicazione. L’ultima asta, andata deserta come le precedenti, si è tenuta a fine settembre dello scorso anno. Il futuro della società - titolare delle concessioni di Madonnina e Triangolino, oltre affittuaria del porticciolo turistico di Torre del Lago - è affidato a tre figure: il liquidatore Alessandro Santucci con il quale il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha sostituito, nell’estate 2018, Claudio Matteoli; il liquidatore giudiziale, Marco Marchi; il commissario giudiziale, Giovanni De Gaetani.
I mesi da settembre 2018 sono stati quelli di una intesa attività della Regione Toscana in merito al destino della Viareggio Porto. A fine 2018 il mandato all’Autorità portuale per una perizia sull’approdo turistico della Madonnina, finalizzato alla revoca delle concessioni, in scadenza nel 2020; nel marzo scorso lo stanziamento di una cifra pari a 3 milioni da destinare all’Autorità portuale regionale, così da portare in porto l’operazione di revoca delle concessioni, prima, e successivo affidamento della gestione, dopo. Uno scenario che ha sempre trovato in sintonia il sindaco di Viareggio ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
Ma questi sono stati anche i mesi del decreto con il quale il Governo nazionale ha prorogato di 15 anni tutte le concessioni demaniali marittime. Da questo rinnovo, però, la Regione - con una propria circolare interpretativa - ritiene debbano essere escluse le concessioni turistico/ricreative portuali. Scelta molto contestata dal punto di vista normativo, tanto che anche chi ha nelle mani l’asta della Viareggio Porto si è dotato di un apposito parere legale, che non sarebbe in linea con la circolare della Regione.
Non si tratta solo di normativa:perché dal fatto che si applichi o meno la proroga del decreto nazionale dipende la cifra della prossima asta. Che potrebbe non discostarsi troppo da quella del settembre scorso: 783.106 euro.
Insomma: di acqua sotto i ponti (anzi, sotto i pontili) ne è passata da settembre ad oggi. Quando, da qualche settimana, sul palcoscenico di questa infinita vicenda si è affacciata la cooperativa “Porto turistico”, con l’intento di raccogliere fondi propri e bancari per procedere con la proposta di acquisto. Raccolta che i diportisti della Madonnina hanno prorogato fino al 15 aprile, pronti a mettere sul tavolo una proposta di acquisto. In uno scenario che oggi potrebbe diventare di gara vera, con latri possibili acquirenti interessati.
Anche perché, sul fronte delle concessioni, va rilevato che l’Autorità portuale regionale ha concesso proroghe lunghe delle stesse - con atto formale ai senso del Codice della navigazione - a chi si sia presentato con investimenti importanti sulle concessioni stesse, pur in scadenza. E non c’è motivo per cui analogo strumento non debba essere adottato per l’approdo turistico più importante della Darsena. —
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