Il Tirreno

Versilia

Da una alleanza fra comunisti e socialisti nacque la prima giunta del Dopoguerra

Paolo Fornaciari
Da una alleanza fra comunisti e socialisti nacque la prima giunta del Dopoguerra

Il 6 aprile di 73 anni fa l’elezione di Alessandro Petri, primo sindaco democraticamente eletto di Viareggio

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Paolo Fornaciari

Settantatré anni fa, il 6 aprile 1946, a Viareggio si insediò il primo consiglio comunale eletto dopo la Liberazione. Infatti, il 24 e 25 marzo 1946, dopo venticinque anni trascorsi fra Fascismo e guerra, i viareggini andarono nuovamente a votare per l’elezione del Consiglio comunale.

Nonostante i problemi del dopoguerra, il profumo della ritrovata libertà aprì il cuore alla speranza nel futuro, e le elezioni amministrative rappresentarono un momento di democrazia che Viareggio visse intensamente in un clima di grande maturità politica.

Chiuse la campagna elettorale dei partiti Socialista e Comunista un comizio dove presero la parola Pietro Nenni, vice presidente del Consiglio, e Aladino Bibolotti, membro della direzione del Partito Comunista Italiano. Per la Democrazia Cristiana, in piazza del Mercato Nuovo, parlarono l’avvocato Merlini e Vera Dragoni, candidata per il Comune di Firenze.

Le sezioni furono 30: 26 a Viareggio e 4 a Torre del Lago. Le schede elettorali presentarono quattro partiti: Democrazia Cristiana, con il contrassegno dello scudo crociato; Partito Socialista, con falce martello su libro aperto; Partito Comunista, con falce martello, stella e sigla Pci; Partito Repubblicano, con vanga e corona d’edera. Su un totale di 26509 elettori – 12047 uomini e 14462 donne – si recarono alle urne in 21324 (con una percentuale di oltre l’80%).

Allo spoglio il primo partito risultò la Democrazia Cristiana con 8250 voti, seguito da Partito Comunista con 7073, dal Partito Socialista 4444 e, infine, dal Partito Repubblicano con 932. Le schede bianche e nulle furono 606, contestate 17.

Il primo consiglio

In Consiglio Comunale la Democrazia Cristiana si aggiudicò 16 rappresentanti: Corrado Ciompi, Egidio Giannecchini, Ottorino Ciabattini, Silvio Del Prete, Gastone Talozzi, Giocondo Petralti Bonuccelli, Mario Vannucci, Giuseppe Giannini, Pacifico Lippi, Alfredo Pescaglia, Antonio Cinquini, Eugenio Pezzini, Antonio Catelli, Carlo Malfatti, Bruna Morandi, Ferruccio Orlandi. Al Partito Comunista andarono 14 consiglieri: Alessandro Petri, Dario Billet, Manlio Baccelli, Antonio Giorgetti, Roberto Goldoni, Raffaello Barsella, Alfredo Sbrana, Giovanni Mansueto Marcucci, Nerina Giannessi, Amilcare Cipriani, Giuseppe Giuffreda, Emilio Battaglia, Andrea Vannucci, Volpe Adolfo. Nove i rappresentanti del Partito Socialista: Angelo Giorgetti, Oberdan Bertuccelli, Giovan Battista Guardone, Giulio Giannessi, Elpidio Jenco, Umberto Tomei, Narciso Bertacca, Piero Pieri, Maurizio Luporini. Al Partito Repubblicano toccò un solo consigliere: Renato Tomei.

I 40 eletti si riunirono il 6 aprile per l’insediamento del nuovo Consiglio Comunale e per l’elezione del sindaco e della giunta municipale. L’assemblea, presieduta dal consigliere anziano Silvio Del Prete, procedette alla proclamazione degli eletti secondo la graduatoria che teneva conto delle preferenze ottenute. Al primo posto risultò Alessandro Petri, del Partito Comunista con 11894 voti, seguito da Corrado Ciompi, della Democrazia Cristiana con 9432 preferenze, ultimo il rappresentante del Partito Repubblicano Renato Tomei con 1061 voti.

Giulio Giannessi, in quanto controllore del Casinò municipale, per incompatibilità rinunciò alla carica di consigliere e fu sostituito con Gianfranco Brozzi, primo dei non eletti della lista del Partito Comunista.

Petri primo sindaco

Successivamente si procedette all’elezione del sindaco e della giunta. Con 24 voti fu proclamato sindaco Alessandro Petri, che nel 1944 era già stato nominato “sindaco provvisorio” dal Comitato di Liberazione Nazionale e poi sostituito da Corrado Ciompi per ordine del Governatore militare alleato. Seguirono le votazioni per la giunta con l’elezione degli assessori Angelo Giorgetti, Dario Billet, Oberdan Bertuccelli, Giov. Battista Guardone, Giuseppe Giuffreda e Andrea Vannucci. Assessori supplenti furono nominati Giovanni Mansueto Marcucci e Umberto Tomei.

Poi il Sindaco disse all’assemblea che l’Amministrazione comunale avrebbe cercato di risolvere gli innumerevoli problemi cittadini senza «fare promesse impossibili da mantenere», chiedendo, rivolgendosi al pubblico presente, «di prendere parte alla vita del Comune con consigli e suggerimenti». Per la Democrazia Cristiana, Egidio Giannecchini anticipò che «la minoranza seguirà benevolmente l’opera ardua che la nuova Amministrazione si accinge a svolgere», poiché disse «desideriamo che Viareggio sia la prima città della Toscana». —





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