Il Tirreno

Versilia

l’intervista 

«Vi aspetto al Giglio: la visita sarà una bella sorpresa»

Barbara Antoni
«Vi aspetto al Giglio: la visita sarà una bella sorpresa»

Il direttore generale Ferrucci sarà la guida d’eccezione. E intanto racconta il teatro

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lucca. «Siamo molto lieti di partecipare a Noi Tirreno. Considero molto positivo tutto ciò che si fa per avvicinare le persone, il pubblico e i lettori del giornale al teatro. Ci fa piacere che il Teatro del Giglio sia stato scelto come prima tappa di un “viaggio” nell’arte per i lettori di Lucca e di tutta la Toscana. Sarà l’occasione per conoscere quelle parti del teatro che il pubblico non frequenta. Sarà una sorpresa».

Parla Manrico Ferrucci, direttore generale del Teatro del Giglio. Sarà lui, lunedì 8 aprile alle 18, a guidare i partecipanti alla prima iniziativa lucchese di Noi Tirreno, la nostra nuova comunità virtuale di lettori. Un tour esclusivo nel teatro come nessuno lo ha mai visto. «Al Teatro del Giglio - aggiunge Ferrucci - si fanno spettacoli dal 1680: una lunga storia, il pubblico che cambia e anche le modalità di comunicazione. Anche il Teatro del Giglio sta investendo sulla comunicazione, con la rivista online, Giglio News, con redattrice Silvia Poli, e la gestione attenta dei profili social su Instagram, Facebook, Telegram».

La stagione 2018-2019 si è conclusa. Come sono andate le presenze?

«Stiamo raccogliendo i dati: la risposta del pubblico è stata confortante. Ma c’è una debolezza nelle risorse. Nonostante lo sforzo fatto di contenere i costi, oltre alla partecipazione pubblica non si trova riscontro. Il sistema di imprese locale non vede nel teatro un canale di comunicazione. Finisce che il peso del teatro sta sulle spalle degli spettatori e del Comune. Il terzo pilastro, le imprese, è molto fragile e questo rende difficile raggiungere gli obiettivi di bilancio. La Regione ci aiuta, il ministero anche: ma i contributi arrivano tardi. Ovviamente cerchiamo sempre di tenere sempre la barra dritta. E ringraziamo il Comune di Lucca, azionista unico dell’azienda speciale, che pur con le difficoltà dei bilanci pubblici mantiene il suo impegno nel teatro, cui conferisce un ruolo importante. Anche dal punto di vista amministrativo la gestione di un teatro diventa sempre più difficile».

A cosa si riferisce?

«Per un teatro, comprare dodici paia di scarpe, faccio un esempio, comporta lo stesso lavoro di una gara d’appalto per un’impresa edile. Vorrei che nel mondo della cultura si capisse che le esigenze di trasparenza di un teatro sono diverse da quelle di un’altra qualsiasi azienda. Occorre studiare una burocrazia culturale».

Qualche anticipazione sulla stagione 2019-2020. La prosa ad esempio: saranno ancora 21 spettacoli?

«Confermo i 21 spettacoli del cartellone di prosa anche per il prossimo anno».

Gli spettacoli della passata stagione sono andati spesso presto sold out . Sarà possibile raddoppiare il turno in alcune giornate?

«Dovremmo cominciare a sperimentare il doppio turno il sabato, la prossima stagione».

E per il resto?

Al momento posso dire che faremo i Puccini Days e che l’apertura sarà con un’opera di Puccini. Contiamo di comunicare quanto prima un cartellone. Quello della lirica non c’è ancora. Stiamo intanto lavorando a produzioni e coproduzioni».

Tra gli artisti che hanno recitato quest’anno al Giglio, qualcuno ha lasciato un segno particolare?

«Tutti sono stati squisiti. Anche l’ultimo, Glauco Mauri, è stato molto contento di recitare qui. Un pensiero va a Luca De Filippo: quest’anno abbiamo avuto la sua compagna, Caterina Rosi. Di lui ci mancano la modestia, la bravura, la qualità». —

Barbara Antoni

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