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l’INCHIESTA 

Al via le verifiche sull’inquinamento nell’ex Cava Fornace

L.B.
Al via le verifiche sull’inquinamento nell’ex Cava Fornace

Nell’udienza di fronte al gip del tribunale di Massa Italia Nostra e Comune del Forte non sono stati ammessi come parti offese

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PIETRASANTA. Entrerà nel vivo martedì prossimo, con l’apertura della procedura che comporterà anche carotaggi sul terreno e i conferimenti degli incarichi, la verifica sul possibile inquinamento ambientale dell’ex Cava Fornace, a Montignoso. Un passaggio particolarmente atteso - questo che in termini tecnici si definisce incidente probatorio - e che dovrà fare definitiva chiarezza su una situazione da tempo oggetto di dure prese di posizione da parte dei cittadini. In realtà la procedura in questione si annuncia particolarmente lunga: un quadro definitivo, dovrebbe esserci infatti entro il mese di luglio.

Come noto ai vertici della Programma ambiente apuane, la società che gestisce il sito, il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono contesta il reato di inquinamento ambientale. Nell’udienza di ieri mattina di fronte al giudice Giovanni Maddaleni il Comune di Forte dei Marmi aveva chiesto d’intervenire nella fase dell’incidente. Anche Italia Nostra era stata individuata come parte offesa grazie a una norma che consente alle associazioni di presentarsi come tali: al termine del contraddittorio il giudice ha però accolto le eccezioni della difesa (i legali Pietrini, Del Papa e Verniani) e non ammesso, di conseguenza, come parti offese, Comune e associazione.

«In questo dibattito – spiega l’avvocato Valentina Antonini – rappresento sia Italia Nostra che Forte dei Marmi che, ancora, il Comitato spontaneo dei cittadini. Ho quindi fatto richiesta, per Italia Nostra e il Comune di Forte, di poter partecipare alla fase dell’incidente probatorio in quanto parti offese, ma il giudice ha respinto la richiesta perché nel caso dell’associazione serviva il consenso di tutte le altri parti offese e invece lo abbiamo ottenuto solo dal comune di Pietrasanta e non dalle province di Lucca, Massa Carrara e da Montignoso. Mentre Forte dei Marmi è stata definita territorialmente non competente: la nostra eccezione era legata al fatto che sempre Forte dei Marmi, come evidenziato da alcuni incartamenti, utilizza da quarant’anni acqua da un pozzo in via Cugnia dove sono stati rilevati sforamenti di sostanze inquinanti. Ad ogni modo Italia Nostra e Forte dei Marmi si potranno costituire parte civile successivamente».

Sempre fra le parti offese è ancora da rilevare la presenza anche del Ministero dell’Ambiente. — L.B.

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