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Rapinato e picchiato rifiuta di testimoniare «Non torno in Italia»

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Era appena uscito dalla spiaggia e stava slegando la bicicletta dalla rastrelliera, quando è stato colpito alla testa dal giovane che poi lo ha rapinato portandogli via rolex, zaino e portafogli.

A distanza di otto mesi, quel rapinatore, Dihail Daniel Iancu, è stato rinviato a giudizio per lesioni e rapina. Ma lui, un turista argentino tornato nel suo paese subito dopo l’aggressione avvenuta la scorsa estate, non testimonierà. Lo ha detto chiaramente, in una lettera inviata alla Procura di Lucca, dopo la notifica (recapitata attraverso l’ambasciata italiana in Argentina) dell’atto di citazione per la testimonianza in tribunale, in cui ha scritto, in poche parole: «L’Italia è molto bella, ma io, dopo l’aggressione di quel giorno, non ci tornerò mai più». Nemmeno per testimoniare contro il suo aggressore che, ora, senza la ricostruzione della vittima, potrebbe essere anche assolto.

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