Il Tirreno

Versilia

violenza omofoba 

Insultato dal buttafuori di una discoteca perché gay

Cesare Bonifazi
Insultato dal buttafuori di una discoteca perché gay

Trentacinquenne sporge denuncia contro il locale per essere stato aggredito

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Vai via frocio di merda». Sono cinque parole. Dette una dietro l’altra hanno il suono di cinque proiettili scagliati dritti al cuore di chi le riceve. Non ha importanza il contesto, non ha importanza il motivo. Sono segno di un’omofobia che non ha altro da dire, oltre alla propria ignoranza.

Sono proprio le parole ricevute da Alfredo Cardini, 35 anni, aretino, ma da anni residente a Viareggio, che stava passando una tranquilla serata in un locale di Arezzo per festeggiare il compleanno del fratello. Una discoteca dove viene fatta anche musica dal vivo e molto frequentata da molti giovani della zona.

Il fatto, come racconta il Corriere di Arezzo nell’articolo di Francesca Muzzi, è accaduto venerdì sera quando Alfredo e i suoi amici sono andati alla discoteca Il Principe in località San Leo. Il giovane era stava attraversando la pista da ballo con il drink in mano. Secondo quanto viene detto dal locale, la pista era cosparsa di borotalco per permettere i balli di coppia. I clienti sarebbero stati invitati più di una volta a non attraversare la pista con i drink in mano. Prescrizione che il giovane viareggino avrebbe disatteso, gettando anche parte del drink a terra.

Intorno all’una e mezzo quindi un buttafuori ha deciso di intervenire ha invitato il ragazzo a uscire dalla sala. Cardini stava per andarsene quando l’addetto alla sicurezza, secondo il racconto del ragazzo, l’ha afferrato per il collo e lo ha strattonato verso l’uscita. Il giovane è stato sbattuto fuori, senza neanche la possibilità di raccogliere i propri effetti personali all’interno. Cardini ha chiamato i carabinieri che hanno permesso al giovane di rientrare. Sarebbe stato a quel punto che gli addetti alla sicurezza si sono scagliati contro lui e l’amica urlando improperi omofobi. «Frocio di merda», tra gli altri.

Il seguito della storia si è svolto all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore dove i medici hanno riscontrato lesioni cervicali irradiate al dorso e dolore al giugolo post trauma. Con questo referto di cinque giorni Cardini è andato dai carabinieri di Lucca e ha sporto denuncia.

Secondo la ricostruzione del locale non ci sarebbe stata un’aggressione vera e propria e la scintilla sarebbe scattata quando il giovane ha gettato il drink addosso a un addetto della sicurezza. Da parte della gestione viene anche detto che, «essendo frequentato da ogni tipo di persona, non vengono fatte discriminazioni». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani