Madonnina, i diportisti rispondono alla Cna: «I privati ci mettano soldi»
VIAREGGIO. «Abbiamo letto le dichiarazioni del presidente della Cna Andrea Giannecchini, il quale ritiene che soltanto il privato possa gestire positivamente la crisi della Viareggio Porto. Sono anni che lo stesso professa questo credo, senza mai spiegare alla cittadinanza il perché»: interviene così la cooperativa dei diportisti della Madonnina, impegnata in queste settimane nella raccolta dei fondi necessari a partecipare alla prossima asta (se mai vi sarà) per l’acquisto della società interamente pubblica Viareggio Porto. I diportisti pongono alcune domande centrali nella vicenda Viareggio Porto: «Come mai gli imprenditori della cordata nata nel 2015 si sono fermati? E come mai oggi invece dovrebbero tornare sulla scena? Forse perché si scopre che c’è una delibera regionale che destina tre milioni in tre anni alle attività portuali di Viareggio e di cui una parte potrebbero essere investite nel diporto? Ed allora se non c’è da rischiare il capitale proprio i nostri capitani coraggiosi possono tornare a farsi avanti? E con quale proposta? Qual è il loro Piano Industriale? Quali benefici per la città? Quanta parte di quei soldi andrebbe a profitto? Quali le tariffe di ormeggio?».
Domande cui si somma una richiesta: «Che la Regione, il Comune, l’Autorità portuale, gli imprenditori indichino le loro prospettive. Ma, una volta per tutte, ci dicano anche come e quando hanno intenzione di realizzarle. Possiamo chiederlo perché noi l’abbiamo fatto e non è un caso se oggi siamo in grado di avanzare la proposta d’acquisto della Viareggio Porto».
L’operazione della cooperativa «ha avuto un grande successo, sia dal punto di vista economico, che politico», continua la nota diffusa ieri, che continua: «Tanti stanno sostenendo la proposta ed il capitale raccolto è già oltre le nostre aspettative. Ma anche tanti esterni all’ormeggio della Madonnina si stanno associando e versando la quota necessaria alla costituzione del capitale sociale perché interessati all’assegnazione di un posto barca. Per questo abbiamo deciso di prorogare la raccolta fino al 15 aprile». —
D.F.
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