Girotondo ambientalista e presidio dei cavatori alta tensione a Stazzema
STAZZEMA. Doppia manifestazione oggi sotto il Procinto. Da una parte il girotondo degli ambientalisti, dall’altra il presidio di cavatori e imprenditori. Si preannuncia un altro faccia a faccia in alta quota, fra il mondo del lapideo e le varie sigle che hanno aderito all’appello del movimento Salviamo le Apuane: un faccia a faccia che ci proietta, in Alta Versilia, a ciò che avvenne sul monte Corchia, quattro anni fa quando il gruppo di Salviamo le Apuane si trovò davanti i cavatori della Cooperativa Condomini di Levigliani: era l’aprile del 2015, mentre era in corso l’approvazione del piano paesaggistico regionale. Non ci furono scontri, solo un confronto pacifico ma acceso.
A Stazzema, però, probabilmente oggi sarà diverso: per salire sul Procinto non si passa dalle cave. Ma in concomitanza con l’arrivo di centinaia di iscritti al Club alpino,ai comitati locali e alle sezioni di Italia Nostra, è appunto atteso un presidio di cavatori e imprenditori del marmo (anche di Seravezza e Carrara).
La tensione è alta, soprattutto nel bacino di cava Ficaio, dove gli stazzemesi non vogliono che i partecipanti alla manifestazione ambientalista mettano piede. L’iniziativa è stata nominata “Un girotondo grande come una montagna, il girotondo più bello al mondo”.
«Tanti cavatori si uniranno – dice un imprenditore della Pietra del Cardoso di Stazzema - per solidarietà, per contrastare questa protesta, con un presidio che sarà sia simbolico che per difendere le nostre cave. Dobbiamo cercare di rimanere tutti calmi, nonostante si sia sentito un sacco di menzogne che hanno riportato questa discussione agli anni ottanta. Noi qui ci abitiamo e non vogliamo certo distruggere o tagliare il Procinto come dicono loro. Abbiamo avvertito anche le forze dell’ordine».
Il programma degli ambientalisti – quelli che hanno aderito ufficialmente, anche se qualcuno teme l'infiltrazione di altri gruppi – però è chiaro: dirigersi solo sul Procinto. Ci sono il Cai di Pietrasanta, di Forte dei Marmi, di Firenze, Italia Nostra Versilia e Legambiente. «Solo un gruppetto di rocciatori - spiega Eros Tetti, di Salviamo le Apuane che ha lanciato la manifestazione - raggiungerà la cresta, gli altri rimarranno intorno alla cintura del Procinto formando un anello chiuso. Eviteremo contatti: non ce l’abbiamo con i cavatori e la gente che lavora. Noi proponiamo uno sviluppo alternativo e di riconversione ricollocando la forza lavoro». —
Tiziano Baldi Galleni
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