Il presidio
«Un altro poliziotto aggredito» Ma non è vero
VIAREGGIO. Un poliziotto mentre sta per bloccare uno spacciatore marocchino nella pineta di Viareggio cade, batte con la mano, si rompe il tendine di un dito. Un infortunio, come spiegano gli stessi agenti, che fa parte dei normali rischi a cui è sottoposto chi fa questo lavoro. Lavoro peraltro che in questo caso è stato svolto egregiamente visto che la caduta non ha impedito l’arresto del malvivente.
Quell’infortunio però nel linguaggio impazzito del nostro tempo diventa “un’aggressione” come quella avvenuta realmente il 6 febbraio ai danni del poliziotto Aniello Fierro, ferito – lui sì – gravemente dallo spacciatore marocchino che stava controllando durante un servizio in pineta.
All’origine dell’abbaglio c’è il comunicato del deputato del Partito democratico – e magistrato – Cosimo Maria Ferri, che per sollecitare un aumento di personale e risorse alle forze dell’ordine in Versilia ha fatto appunto riferimento ai due episodi: quello in cui Aniello ha rischiato di morire per le gravissime ferite provocate dal sasso che lo spacciatore ha utilizzato come un’arma contro il suo volto, e la caduta durante l’operazione del 9 marzo scorso per la quale l’agente ha riportato la ferita al tendine.
Due episodi completamente diversi che però accostati l’uno all’altro in un comunicato stampa hanno dato la stura a un’interpretazione scorretta e distorcente la verità dei fatti. Per la gioia di chi sul web non vede l’ora di commentare le cose in maniera violenta e alimentare così il racconto di una realtà dove l’odio e la paura non sono mai abbastanza. —
L.M.
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