Il Tirreno

Versilia

il caso 

La proprietà chiede di poter realizzare anche un hotel

D.F.

L’osservazione è stata respinta dagli uffici del Comune della commissione urbanistica Il Piano strutturale non prevede strutture ricettive in Darsena

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VIAREGGIO. La richiesta di Giuseppe Balducci, imprenditore della nautica viareggina, legale rappresentante della società “Centro nautico toscano Spa” con sede nell’area ex Fervet è quella di ottenere dal Comune una «maggiore flessibilità delle funzioni ammesse e sulla strutturazione urbanistica dell’area». Tra le funzioni che il progetto Balducci per l’area prevede anche quella ricettiva, per 7.300 metri quadrati. Da sommare ai 4.900 metri quadri di abitazioni (residenziale), 11.000 per commerciale/produttivo, 6.700 di direzionale.

La commissione urbanistica ieri ha approvato le controdeduzioni degli uffici comunali: aumento del numero di alloggi edificabili, da 30 a 36 unità, di cui 6 dovranno essere cedute gratuitamente all’amministrazione comunale; aumento della Superficie utile commerciale da 300 a 1.600 metri quadri «da destinarsi a pubblici esercizi e negozi di vicinato con esclusione della media struttura di vendita; Superficie utile lorda direzionale da zero a 2.000 metri quadrati; superficie utile lorda produttiva da 10.000 metri quadrati a 8.000.

«In Darsena, nel dimensionamento del Piano strutturale vigente», spiega al Tirreno l’assessore Federico Pierucci, «non è prevista nuova edificazione con destinazione ricettiva. È una condizione insuperabile». Alla domanda se con l’avvio dei lavori per il nuovo Piano strutturale questa condizione ostativa possa venire meno, Pierucci non si sbilancia: «Intanto iniziamo, poi si vedrà».

Nell’inserire all’interno dell’osservazione al Regolamento urbanistico la propria richiesta, la proprietà dell’area ex Fervet così motiva: «Si propone di aggiungere anche la destinazione direzionale e ricettiva, consapevoli che la rigenerazione di questo tipo di aree rappresenta un ambito di sviluppo economico, di innovazione, di sperimentazione di nuovi approcci ed interazione tra soggetti diversi, che trova nella complementarietà e multisettorialità un punto di forza».

Per quanto riguarda gli edifici esistenti sull’area, la proposta Balducci era quella di avere la «possibilità di intervenire sugli edifici esistenti con interventi fino alla ristrutturazione edilizia raggiungendo altezze pari a 18 metri». Osservazione che non è stata accolta per quanto riguarda il metraggio massimo di altezza. Ma - scrivono gli uffici comunali - «si ritiene che in attesa della definizione del Piano attuativo siano ammessi interventi di ristrutturazione edilizia conservativa e ricostruttiva senza mutamento della sagoma, al fine di consentire la permanenza, seppure temporanea, delle attività industriali/artigianali oggi insediate». —

D.F.

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