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Versilia

La goliardata dell’autovelox: il sindaco Giovannetti a fianco di Troisi e Benigni

L. B.
La goliardata dell’autovelox: il sindaco Giovannetti a fianco di Troisi e Benigni

Pietrasanta diventa Frittole, il paese di “Non ci resta che piangere” Blitz di Potere al popolo e anche il primo cittadino la butta sul ridere 

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lo scherzo

Frittole, il paese immaginario firmato dal genio di Massimo Troisi e Roberto Benigni in “Non ci resta che piangere”, da ieri mattina entra di diritto a far parte del Comune di Pietrasanta. Già, perché quei manichini di cartone posizionati, all’alba, dalle parti dell’autovelox di via Aurelia e raffiguranti i volti degli stessi Troisi e Benigni e ancora di un gaudente sindaco Alberto Giovannetti, mettono in scena uno dei dialoghi più celebri del film: «Dove andate? Quanti siete? Un fiorino».

Parafrasando il tutto il fiorino in questione va di pari passo con le migliaia di multe – circa 10mila nel primo mese e mezzo di attivazione dell’autovelox anche se le sanzioni oggi sarebbero in calo – arrivate a domicilio di chi, alla guida del proprio mezzo, non ha rispettato il limite di velocità di 50 km orari. Da qui il raid goliardico organizzato da Potere al Popolo Versilia con i manichini rimossi, intorno alle 8, dai vigili: troppo tardi, la scenografia ad alto impatto satirico recitava infatti già da protagonista sui social.

«La decisione di piazzare l’autovelox in quel tratto (per altro poco illuminato) in cui il limite è, assurdamente, di 50 km/h, non va giù a molti pietrasantini e nemmeno a noi – si legge in un post di Potere al popolo – Un tratto in cui l’incidenza di sinistri stradali era tanto bassa da non essere sufficiente a motivare un autovelox, che paradossalmente rischia di aumentare gli incidenti costringendo i più distratti ad inchiodare. E nonostante la farsa della richiesta ad Anas di alzare il limite almeno a 60 km/h, il Comune non ha alcuna intenzione di tornare indietro e rinunciare ai soldi facili. Per questo “Non ci resta che piangere”. Come Potere al popolo, in qualità di movimento popolare e di classe, riteniamo una vergogna la messa in pericolo di cittadini e lavoratori, spesso già stremati da vergognose condizioni di sicurezza sul lavoro e di retribuzione, oltre che dall’ingiustizia sociale di sanzioni pecuniarie dietro cui si cela il solito, squallido tentativo di far cassa, anziché tutelare la sicurezza». Ironia corrosiva quella di Potere al Popolo con lo stesso Giovannetti che la butta, a sua volta, sul ridere. «Posso dire che con quel manichino mi hanno fatto più magro. E quindi più bello. Fino a quando si ironizza in questo modo va tutto bene. Meno bene, per quanto mi riguarda, è che a fare questo scherzo siano stati quelli di Potere al Popolo». —

L. B.

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