Italia
Persino il “nemico” Santini ammette: non ha tutti i torti
Il patron del bagno Piero di Forte protagonista di polemiche col Twiga Ma stavolta: a parte i toni ci sono spunti di riflessione e qualche verità
l’intervista
Non sono mai stati grandi amici, anzi. Nell’estate di due anni fa furono protagonisti di una polemica salata, tra «bagnino rancoroso» (Briatore a Santini) e «un giorno ti correggerò gli errori» (viceversa). Eppure Roberto Santini, patron del bagno Piero di Forte dei Marmi, stavolta ammette che Flavio Briatore «non ha tutti i torti. Anche se vederlo alleato con Angelo Bonelli di Legambiente, con tutto il rispetto per entrambi, mi fa un po’ strano».
Perché mister Twiga avrebbe ragione a criticarvi? Tra l’altro il Piero, con 60 dipendenti, è la dimostrazione che ci sono balneari che sanno fare impresa.
«A parte i toni, nelle sue parole ci sono elementi di verità e spunti di riflessione».
Quali?
«Le pure e semplici rendite di posizione vanno combattute. Bisogna avere il coraggio di dire che la direttiva Bolkestein, su cui peraltro non mi sono mai espresso negli stessi termini di altri colleghi, può rappresentare un modo per eliminare delle storture. Ho massimo rispetto per tutti i balneari che si alzano la mattina presto per lavorare, che si impegnano e che credono in quello che fanno. Sono loro che vanno salvaguardati, non altri».
E della questione dei canoni cosa pensa?
«Vanno rivisti, e se Briatore lo dice non posso che dargli ragione. Quando a suo tempo l’allora ministro Giulio Tremonti propose di triplicarli, facemmo una battaglia di retroguardia per impedirlo. Ma fu una vittoria di Pirro. L’ho detto anche al vicesindaco di Forte Graziella Polacci, tra l’altro titolare di un bagno: dovete mettere in valenza massima (quella che fa pagare il canone più alto, ndr) tutti i bagni fortemarmini. È logico e giusto che sia così».
Che cosa non le piace delle parole di Briatore?
«Faccio sempre fatica a digerire chi arriva qui e cerca di insegnarmi il mestiere. Detto questo, i Briatore, i Bocelli e i Berlusconi sono sempre i benvenuti. Io sono nato e vivo a Forte dei Marmi, ho la mia storia e il mio affetto per questo bellissimo paese, che non lascerei anche se mi facesse guadagnare di meno: non ragiono solo per massimizzare l’utile in ogni momento. Sarà per questo che qualche cliente viene al Piero e quando non vede luci e musica da discoteca si domanda se abbia sbagliato posto». —
M.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google