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Versilia

Muore a 83 anni Luigi Piacentini l’uomo che ha creato il mito della Savema

Melania Carnevali
Muore a 83 anni Luigi Piacentini l’uomo che ha creato il mito della Savema

Nell’ottobre scorso aveva lasciato la presidenza dell’azienda Fu il fondatore del mega gruppo Marmi Carrara/Sam

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Il 25 ottobre scorso aveva lasciato il ruolo di presidente della sua azienda quasi in lacrime. «Non riesco a dire una parola. Troppi ricordi. Troppa commozione», aveva detto. Per quattro mesi ne era rimasto comunque presidente onorario e prezioso consigliere. Adesso la Savema perde un pezzo della sua storia. Luigi Piacentini è morto ieri mattina all’alba a 83 anni.

Originario di Pomarance, ma residente da anni a Forte dei Marmi, sbarcò nel mondo del marmo partendo da impiegato nella ditta Fratelli Tonarelli di Massa. Lì iniziò la scalata. Nel giro di pochi anni diventò responsabile del settore amministrativo dell’azienda. Nel tempo libero coltivava la sua passione per la libera professione. Cercava clienti e trovò un certo Carlos Campolonghi, proprietario di una miriade di cave e stabilimenti in Argentina, che nel 1963 lo fece direttore della sua società italiana. Nel’68, poi, l’ingegnere tornò in Argentina e liquidò le sue attività in Italia. Ci pensò Piacentini a mettere insieme un gruppo di imprenditori e a rilevare l’azienda in quattro e quattro otto. Nel 1975, un altro grande passo.

Insieme a Tommaso Volterrani, scomparso 10 anni fa, entrò nella Savema, piccola azienda fondata dal padre di Volterrani, con un fatturato di 500 milioni di lire e circa 10 dipendenti. Negli anni, la Savema diventò l’azienda leader del settore del lapideo con, attualmente, uno stabilimento di 75mila metri quadrati, un fatturato da 40milioni di euro e 105 dipendenti. Sue le firme su grattacieli e opere di tutto il mondo, come la Freedom Tower a New York; il 9/11 Memorial di Ground Zero, la Central Bank del Kuwait.

Pochi anni dopo, sempre insieme al socio Volterrani, fondò Magti, società di importazione e distribuzione di blocchi di granito, principale importatore italiano di blocchi di granito dall’India negli anni ’90, con un fatturato di oltre 35 milioni di euro e 14 dipendenti. Non solo. A fine anni ’80 promosse l’acquisto della Pellerano Marmi srl, società storica proprietaria di numerose cave nei bacini del Corchia, Gioia e Madielle.

E arrivono gli anni Novanta, gli anni della crisi del granito e dello sviluppo delle industrie di trasformazione nei paesi di origine dei blocchi. Piacentini, nel ’99, convinse imprenditori e cooperative del marmo a mettersi insieme per acquistare all’asta i beni e le concessioni di Imeg, colosso del lapideo dichiarato fallito. Così nacque il mega gruppo Marmi Carrara/Sam oggi la più importante realtà nell’escavazione dei marmi pregiati del comprensorio di Carrara, da cui Piacentini uscì nel 2014.

Tanti, poi, gli incarichi ricoperti enti e associazioni di categoria, dall’associazione Industriali a Cosmave, Nuova Cosmave, Cil, Comitato del Distretto di Carrara, Cosve. «Siamo grati a Piacentini per i suoi insegnamenti sulla conduzione aziendale, sulle relazioni con i dipendenti, con cui è stato legato da un reciproco affetto, sulle relazioni con il mondo industriale e sindacale del marmo – si legge in una nota firmata del consiglio di amministrazione dell’azienda –. Una vera guida. Sentiremo molto la mancanza della sua presenza, ma non dei suoi principi, dei suoi precetti, del suo agire, che si sono trasferiti nel Dna di Savema, ne costituiscono il codice genetico che si replica e si trasferisce di generazione in generazione e per questo continuano ad accompagnarci».

Piacentini aveva due figli, una terza è scomparsa anni fa. Ieri l’azienda è rimasta chiusa in segno di lutto. I funerali si terranno oggi nella chiesa di Vittoria Apuana alle 14. 30. —



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