Il Tirreno

Versilia

la colata di cemento 

Sit-in e raccolta di firme davanti al bosco del Comparto 51

Luca Basile
Sit-in e raccolta di firme davanti al bosco del Comparto 51

Intanto Mallegni e Pd se ne rimpallano la responsabilità. Il senatore: «Noi abbiamo  sempre votato contro». La replica: «Sua la convenzione che condiziona il Comune»

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. Un sit-in di protesta per dire no al Comparto 51, la maxi-colata di cemento che porterà in dote all’interno del bosco di via Bellini, a Tonfano, 98 mini-appartamenti. Iniziativa, quella in agenda sabato dalle 16 proprio fra le vie Bellini e Catalani, proposta da Ettore Neri, Pd, che sarà però «senza colori politici ed etichette: chi ritiene questo progetto uno scempio partecipi mettendo la propria firma sotto la scritta “Sono contrario all’attuazione del Comparto 51”».

Nel frattempo, però, lo share della polemica politica si impenna ulteriormente: centrodestra e centrosinistra si rimpallano, infatti, la responsabilità del via libera al comparto. «Quella roba ci fa schifo e deve essere cancellata o ridotta o trasformata, dalla Regione e dalla Soprintendenza. A noi il comparto non piace: e infatti abbiamo sempre votato contro» è il pensiero via social del senatore Massimo Mallegni che, anche a causa del Comparto 51, finì agli arresti nel 2006. «Ci è voluto un processo, ma alla fine la verità è venuta a galla. Sono stato assolto da tutte le accuse. Quel comparto era stato voluto e pensato dall’amministrazione di sinistra con l’adozione del piano Di Pietro nel 1987 e approvato undici anni dopo. Durante la mia amministrazione, dal 2000 al 2010, ci siamo opposti e infatti non è mai stato realizzato. Nel 2010 torna al governo il centrosinistra che nel 2014 approva il regolamento urbanistico e conferma quella scelta scellerata del 1998. Perché non hanno modificato le previsioni? Perché hanno spostato l’edificabilità dal lato monte al lato mare quando in quella piazza antistante quei due alberghi, Neri e Mediterraneo, poteva essere realizzato un parcheggio oppure un’area pubblica?».

Presa di posizione. quella di Mallegni, rigettata dal Pd. «Come la mette, il Senatore, con il fatto che è stata la sua prima amministrazione con delibera di consiglio comunale del 2003 a fare una variante urbanistica con la finalità di facilitare l’attuazione del comparto? E fu la sua giunta con delibera del 2004 ad approvare la famosa convenzione che ha condizionato il Comune sino ad oggi. E ancora: nel regolamento urbanistico targato centrodestra – anno 2009 - mai approvato ma reso pubblico, il comparto era ben presente senza nemmeno vincolarlo a un piano attuativo. Grazie alle convenzioni da lui autorizzate nel 2010, la Giunta Lombardi si è trovata sul tavolo lettere di citazioni di richiesta danni e messa in mora del Comune per la mancata attuazione del comparto. Come la mette con il fatto, Mallegni, che dal 2015 al 2017 è stato nuovamente sindaco e non ha mosso un dito per modificare le previsioni del comparto che oggi dice di avversare? E come mai nelle delibere di adozione – approvata nel primo giorno di insediamento delle giunta Giovannetti – e di approvazione del comparto, pur essendo un assessore e dunque chiamato ad esprimersi, era assente?» rilancia Rossano Forassiepi a nome del Pd. «E perché non ha approvato – chiede ancora Forassiepi – l’osservazione degli albergatori che chiedevano di non edificare l’area posta davanti a via Catalani adiacente agli alberghi esistenti? A Mallegni, a questo punto, facciamo una proposta: venga con noi dalla Soprintendenza a chiedere di fermare, mitigare o annullare questo progetto». —

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