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Punteggi gonfiati, sei bidelli licenziati Altri dodici segnalati alla Procura
Assunti a settembre, lavoravano negli istituti della Versilia e della provincia. La provveditora: «Situazione preoccupante»
VIAREGGIO. Sei bidelli licenziati, dodici segnalati alla Procura. È il risultato degli accertamenti svolti dal provveditorato di Lucca sui titoli di studio e servizi dichiarati nelle autocertificazioni presentate dal personale Ata inserito in graduatoria di terza fascia. Accertamenti partiti su un campione di 50 casi risultati “sospetti” durante le assegnazioni dei posti nelle scuole della Versilia e della provincia a settembre dello scorso anno. Si parla di diplomi col massimo dei voti e punteggi alti ottenuti nelle stesse tre scuole paritarie campane da persone, non originarie della Toscana, che hanno meno di 30 anni. Persone che sono state assunte sulla base delle autocertificazioni (ne sono arrivate migliaia nelle segreterie scolastiche), ma nei confronti delle quali sono partiti dei controlli.
«Una situazione preoccupante a livello nazionale», secondo la provveditora Donatella Buonriposi che ieri mattina ha incontrato i dirigenti alla presenza del direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia. Su un totale di 332 contratti a tempo determinato fino al 30 giugno – dei quali 39 per l’assunzione di personale amministrativo, 17 per assistente tecnico e 276 per collaboratori scolastici – sei sono stati già rescissi a febbraio, mentre gli altri dodici sono “appesi” all’esito delle indagini della Procura. «Durante la convocazione fatta a fine settembre al Fermi – spiegano dal provveditorato – ci siamo resi conto che c’erano persone giovani con punteggi talmente alti da scavalcare persone più anziane. Inoltre si trattava di titoli e punteggi ottenuti e maturati soprattutto in tre istituti paritari ricorrenti. Così siamo partiti con 50 controlli nei confronti dei casi che ci sembravano più sospetti e diciotto domande sono risultate irregolari». Da questo momento in poi, il lavoro di verifica procede su due filoni: uno mira ad appurare, attraverso un controllo incrociato tra quanto dichiarato nell’autocertificazione e i dati in possesso dell’Inps, il versamento dei contributi per il lavoro svolto in precedenza, utile a maturare punteggio; l’altro invece è quello che riguarda la validità dei diplomi e in questo caso sarà la Procura ad accertare se siamo di fronte a dei falsi.
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