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Briatore: i balneari devono pagare almeno il triplo di canone allo Stato
Il patron del Twiga: parlo anche per me, dovrei versare 100.000 euro «I concessionari, o almeno tantissimi, non hanno mai fatto niente»
la polemica
«I balneari pagano poco di canone, dovrebbero versare almeno il triplo. Parlo anche per me, visto che con il Twiga sono anche concessionario della spiaggia: dovrei pagare 100.000 euro».
Flavio Briatore, patron dello stabilimento balneare più chiacchierato di Marina di Pietrasanta, torna alla carica sulla questione Bolkestein. Lo fa dalle colonne del Corriere della Sera, intervistato da Gian Antonio Stella: in realtà è una replica a quanto scritto il giorno precedente da Stella a proposito dei canoni dei bagni. Un tema dibattuto da anni, che causa sempre polemiche al curaro. E Briatore, che già anni fa si disse favorevole alle aste dei bagni (scatenando una bufera in Versilia) risolleva il polverone.
«Gli affitti delle concessioni balneari andrebbero rivisti tutti. E almeno triplicati – dice Briatore – Io dovrei pagare circa 100. 000 euro (oggi il Twiga per la concessione ne versa 17.619, ndr). Quando abbiamo preso il Twiga, quindici anni fa, dovevamo dare al vecchio concessionario 110.000 euro, più i 4.322 che lui pagava di canone allo Stato. Poi il nostro affitto è raddoppiato a 200.000 euro più i soldi della concessione, saliti a 14.000, da pagare sempre al posto suo». Poi il Twiga ha deciso di comprare la concessione. «Se fosse passata la direttiva europea Bolkestein che obbliga a mettere a gara le concessioni avremmo avuto un grande vantaggio: saremmo stati sia concessionari, sia operatori. Abbiamo investito cinque milioni di euro sul Twiga, moltiplicando per otto volte i dipendenti, passati da una ventina a 160».
E ancora: «I concessionari, o almeno tantissimi di loro, non hanno mai fatto un c... Hanno avuto per grazia ricevuta dei pezzi di terra dallo Stato e per decenni hanno incassato delle cifre così, di pura rendita».
Briatore si dice ancora favorevole alle aste delle spiaggia sulla base della Bolkestein. Ma ancora più favorevole a una revisione dei canoni che, di fatto, andrebbe a colpire anche il suo Twiga. Che oggi versa allo Stato un affitto di 17.619 euro: «Credo che centomila euro sarebbe un prezzo giusto – prosegue Briatore – Io credo che se lo Stato mettesse due omini a controllare le metrature degli stabilimenti balneari e facesse un prezzo equo incasserebbe molti, molti soldi. Quanto? Mi pare che in tutta la Versilia lo Stato prendesse un milione e seicentomila euro, facciamo anche due milioni. Io credo che potrebbero diventare quindici milioni». In realtà il dato aggiornato al 2016 parla di 3.641.578 euro versati in tutto dagli stabilimenti balneari allo Stato. A questo va aggiunta un’addizionale del 25% sul proprio canone che ogni bagno paga alla Regione. Infine, sulla proroga dei 15 anni decisa dal Governo: «Una proroga l’avrei data perché capisco l’apprensione di tante famiglie: arriva un gruppo di stranieri, rastrella dieci spiagge e li comanda. È ovvio che il lavoro italiano va difeso». —
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