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Versilia

Ambientalisti e albergatori si mobilitano per salvare il luogo magico del Procinto

Tiziano Baldi Galleni
Ambientalisti e albergatori si mobilitano per salvare il luogo magico del Procinto

Preoccupa in Alta Versilia l’apertura di nuovi fronti cava. Il sindaco di Stazzema: «Le aree estrattive non aumenteranno» 

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ilcaso

Ci sono: il Cai di Firenze, quello di Pisa e la sezione regionale toscana del Clup Alpino. Ma anche i gestori del rifugio Forte dei Marmi, alcuni residenti della frazione di Stazzema e i nuovi titolari dell’albergo di paese. Contro l’apertura di due nuove cave di pietra del Cardoso, ai piedi del monte Procinto, si sta mobilitando una bella fetta di ambientalisti, e non. Inoltre Stazzema sta per approvare il piano di bacino di quell’area (bacino Ficaio).

Non siamo lontani dal maestoso monolite roccioso e della ferrata, la più antica d’Italia (ha 126 anni ed è stata ristrutturata l’anno scorso). Ma l’amministrazione Verona assicura: «Dopo l’approvazione del piano ci sarà il 40% in meno di area estrattiva, e si darà il via a due piani di ripristino ambientali». Il timore più forte – di chi è contrario – è che fra 10 anni, guardando il monte Procinto, magari dall’affascinate pieve Santa Maria Assunta, dalla vetta, o dal rifugio all’Alpe della Grotta, si vedrà un enorme buco nero.

Un pugno in mezzo al verde a rovinare uno dei migliori punti di vista del paesaggio delle Apuane. Nel giro di poche settimane, sono fioccate lettere, osservazioni, comunicati stampa, rivolti al Comune, al Parco delle Alpi Apuane e alla Regione. Dopo incontri e tentativi di far cambiare strada all’amministrazione. Emilio Centioli – neo coproprietario dell’Albergo Procinto – ha scritto per «denunciare questo futuro danno e scempio che sarà perpetuato in maniera irreversibile, in questa valle, al cospetto del monte Nona, Matanna e Procinto». E spiega ancora: «Faccio parte di un costituendo gruppo (Alternativa a Stazzema) che si fa portavoce di un possibile futuro cambiamento economico del territorio stazzemese, a favore di un economia ecologica, turistico ricettiva e agro-alimentare». Anche Legambiente Versilia ha preso posizione. «Nel corso del 2018 il consiglio comunale di Stazzema ha adottato il piano di bacino sulla scheda 21 (Bacino Ficaio)».

Martedì si terrà la Conferenza dei servizi che deciderà sull’approvazione definitiva del piano: in aree naturalisticamente integre sono previsti oltre 28 ettari di nuove cave, che «deturperanno per sempre un paesaggio d’inestimabile valore mondiale». La zona, ai piedi del monte Procinto, raggiungibile dalla via esterna al paese di Stazzema, è stata oggetto di nuova perimetrazione delle aree estrattive di Cardoso nel 2009. Sono diversi anni che la Da. Vi. Srl estrae lì.

Adesso – visto che è stato scritto nero su bianco nel piano – è alta la probabilità che l’estrazione si estenda abbastanza. E verso l’alto. Sono due le aree potenzialmente attivabili come cava, con una via di arroccamento. Due invece quelle in cui è previsto un piano di ripristino ambientale. «A me fa strano – replica Maurizio Verona – una presa di posizione proprio adesso: si tratta di zona disegnata come estrattiva dal 2009, e in 10 anni non si è mai registrata nessuna contestazione. Anzi, prima c’erano regole più elastiche, ora invece siamo andati verso una pianificazione che ha ridotto, nei prossimi 10 anni, almeno il 40% l’area estrattiva. C’è stato poi a monte uno studio preventivo giacimentologico a garanzia che non si vada presentare un progetto non essendoci materiali da estrarre». —

Tiziano Baldi Galleni

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