Chiede 280mila euro per l’esproprio di una strada non sua
Il caso relativo a un tratto di via di Fondacci a Montramito La società proprietaria del terreno è chiusa dal 2005
Una vicenda curiosa, figlia della burocrazia quella che si è chiusa nei giorni scorsi nel silenzio degli uffici comunali. L’amministrazione ha infatti chiuso una pratica: non pagherà i 280mila euro richiesti per un pezzo di strada mai espropriato.
La vicenda risale ai tempi in cui la zona di Montramito era in espansione e numerosi capannoni erano in costruzione. Al tempo l’amministrazione chiese ai proprietari dei terreni di cederne una parte in modo da poter ampliare la strada via Fosso Fondacci. Se molti lo fecero, questo non accadde per la società Decom. Si parla degli anni 70: nel frattempo l’area si è sviluppata tanto che sono nati parcheggi e, a dimostrazione che la via Fondacci era a tutti gli effetti la strada era pubblica lo dimostra il fatto che già dagli anni 80 era dotata di acquedotto pubblico, c’erano i lampioni e veniva svolto il servizio di raccolta di rifiuti.
Durante gli anni si sono avvicendati diversi responsabili dentro agli uffici comunali e la questione piano piano è scivolato finché l’amministrazione ha previsto per la porzione di terreno posseduto da quella società un esproprio.
Le carte andarono avanti tanto che il Comune aveva previsto un indennizzo di 36mila euro su quell’esproprio nella Cassa Depositi e Prestiti. Ma Angelo Croci, uno dei soci della Decom, decide di impugnare l’atto chiedendo molto di più: circa 280 mila euro.
Ma il Comune non ci sta e recentemente riapre il caso: scopre che l’esproprio che era stato previsto in passato non era mai avvenuto, che nel frattempo la strada era stata creata semplicemente asfaltando la parte già esistente e che la Decom, la società della contesa, nel frattempo era stata chiusa (nel 2005) dichiarando di non avere alcun patrimonio.
Dunque la richiesta di Croci non avrebbe alcuna presa perché sarebbe una pretesa basata su un diritto che in effetti non si è realizzato. Quindi l’Area Programmazione del Territorio del Comune ha deciso semplicemente di annullare completamente l’esproprio. —
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