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Il contenzioso ICare-Nexive causa i controlli fantasma
L’avvocato Pardini al cda: chiesto e non ottenuto che l’accesso alla banca dati venisse riabilitato. I revisori dei conti: il non riscosso pesa sui conti del dissesto
«Nexive ha disabilitato l’accesso di ICare alla sua banca dati nella quale erano visibili le scansioni delle relate di notifica, le immagini degli atti inviati ed il dettaglio dell’iter di notifica, elementi senza i quali non è stato possibile determinare quando ciascun atto è stato notificato». L’avvocato Valerio Pardini spiega così al cda della società pubblica - la vicenda che vede ICare in causa con la società Nexive. Vicenda che sta accusando l’invio di ingiunzioni di pagamento senza che il cittadino riesca, recandosi agli sportelli di ICare, a ricostruire da dove parte la richiesta.
A Nexive viene contestato il mancato recapito, nei tempi utili per il recupero del credito, di 266 atti che ICare ha poi dovuto annullare massivamente, oltre i 50 resi nulli dalla commissione tributaria. Per un totale - è la cifra che fa l’avvocato al cda - «di 1.280.000 euro».
«Più volte», continua l’avvocato Pardini, «ICare ha richiesto che l’accesso venisse riabilitato. Ma ha ottenuto esclusivamente l’invio cartaceo delle relate ed i files contenenti le relative immagini scannerizzate». Si tratta, spiga il legale, di «77.894 files di notifiche non abbinati ai contribuenti e 36.643 immagini di atti». Il risultato è che i files che ICare ha ricevuto «non sono immediatamente riconducibili ad un atto o ad un contribuente determinato. E ciò comporta l’impossibilità di isolare le relate riferibili agli atti annullati d’ufficio e dalla Commissione tributaria provinciale».
Ancora alla fine del 2018 sulla questione è intervenuto il Collegio dei revisori dei conti di ICare, presieduto da Alberto Pisanelli. All’avvocato Pardini è stato chiesto «se e quali criticità potrebbero riflettersi sulla società per effetto delle inadempienze contrattuali della Nexive». Nel corso del confronto, scrivono i revisori, «è stato considerato che, trattandosi di provvedimenti amministrativi relativi ai tributi locali di sua competenza, l?organo straordinario di liquidazione del Comune di Viareggio, se ritenesse ICare responsabile delle notifiche tardive e/o mai pervenute ai destinatari, potrebbe chiedere alla società il versamento delle somme la cui riscossione dai contribuenti interessati è ormai preclusa per l’intervenuta decadenza dei termini di notifica degli avvisi di accertamento e delle ingiunzioni di pagamento».
Per una somma che i revisori stimano in 1.266.520,52 euro, invitando poi il cda della società pubblica «ad avviare quanto prima un puntuale confronto con l’Organo straordinario di liquidazione del Comune». Ols ancora impegnato nei pagamenti relativi al dissesto. —
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