Il presidio
Ex Comparto 51 l’ultima parola alla Soprintendenza
Il Pd chiede che nella conferenza paesaggistica regionale sia fatto valere il principio della tutela dell’ambiente
. Sarà la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali a dire l’ultima parola sull’ex Comparto 51 - tra le vie Bellini e Indipendenza - per un progetto che prevede la realizzazione di un centinaio di mini-appartamenti in regime di Rta a Tonfano. Dopo il via libera, da parte della giunta Giovannetti allo stesso progetto, duramente criticato dalle categorie economiche e dai cittadini – è fra l’altro in corso una raccolta firme di protesta – sarà infatti decisivo il parere della conferenza paesaggistica regionale e nel contesto appunto il ruolo della Soprintendenza alla «quale chiediamo di fare valere tutte le proprie prerogative per la tutela dell’ambiente – dicono dal Pd – non dovrebbe essere difficile visto che a nostro avviso si tratta di una violenza plastica a un tessuto delicato. Fra l’altro l’area è tutelata dal piano d’indirizzo territoriale paesaggistico che impone dei vincoli ben precisi».
Il Pd chiama poi in causa la Lega. «In sede di consiglio comunale il capogruppo Antonio Tognini ha chiesto, giustamente, ai referenti della propria maggioranza, trasparenza e correttezza: la Lega potrebbe intanto esprimere la propria posizione sull’ex Comparto 51 contestato, è bene ricordarlo, da balneari, commercianti, albergatori e cittadini. Facciamo inoltre notare che il Comune non aveva tenuto conto – durante l’iter di approvazione – di un’osservazione al piano a firma del consigliere Daniele Mazzoni ex assessore al ramo che probabilmente conosce bene le cose. Riflettendo su questa cosa è curioso come sin che è stato in carica si sia ben guardato di approvare questo provvedimento» rimarca il Pd che conferma «l’avversità a un intervento pensato quasi trenta anni fa che di fatto cementificherà un bosco costiero. Oltretutto la collettività non riceverà niente in cambio, nessuna opera pubblica rilevante, nessuna mitigazione reale dell’intervento, solo cemento e anche l’aspetto occupazionale e turistico è ridotto ai minimi termini. L’occasione di far prevalere l’interesse pubblico ci sarebbe, non a caso il comparto fu vincolato a un piano attuativo. Sarebbe sufficiente ridurre sensibilmente la volumetria e vincolare la destinazione a qualcosa di realmente legato al turismo e al nostro territorio». —
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