Italia
Pieri: «Venga qui a parlare con chi ha assistito al massacro»
L’amarezza del presidente dell’associazione dei martiri: tutto questo è la dimostrazione che si sta perdendo la memoria storica
STAZZEMA. Come è possibile, si chiede, che «un sindaco arrivi a tanto?». A un gesto che «fa capire di non sapere minimamente cosa è accaduto qui». Qui, a Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto del 1944. Enrico Pieri, che adesso è presidente dell’associazione martiri di Sant’Anna, c’era e aveva dieci anni.
Era nella sua casa a I Franchi, una palazzina di tre piani che adesso ha donato per realizzarci un ostello della gioventù. Ed era con la sua famiglia. Erano ancora tutti vivi, quando arrivarono le truppe delle Waffen SS e misero tutti contro il muro. Pieri riuscì a salvarsi per un soffio. Si nascose nel sottoscala diventando spettatore occulto della follia nazista a Sant’Anna di Stazzema. Sentì tutto. I colpi di mitra, il rumore dei corpi che cadevano a terra, uno dietro l’altro, parole in tedesco, l’armonica che suonava sopra i cadaveri, le risate dei militari. Le fiamme stavano già divorando la casa, quando uscì dal sottoscala e fuggì in un campo di grano da cui realizzò di essere rimasto solo al mondo. Erano tutti morti. Tutti.
A uccidere la sua famiglia sono state proprio quelle truppe naziste, di cui il sindaco di Condofuri (Reggio Calabria), Tommaso Iaria, ha appeso il giuramento in Comune al posto della foto del Capo dello Stato. «È evidente che non sa nulla di quello che è accaduto qui. E vorrei tanto invitarloper raccontargli la nostra storia», commenta al Il Tirreno, Enrico Pieri. Solo qualche giorno fa era in piazza, a Pietrasanta, a protestare insieme a tanti giovani contro la presentazione di Casa Pound (in un luogo pubblico) di un libro che offende i partigiani. «È triste dover, ancora oggi, parlare di fascismo. Dovrebbe essere sepolto nel passato, bisognerebbe ricordarlo solo per non ripetere quanto accaduto. E invece sembra che la memoria sia perduta».
Immediata è stata la reazione, ovviamente, anche dell’Anpi calabrese. «Nel recente passato abbiamo sentito più volte rappresentanti delle istituzioni – si legge in una nota – affermare che gli allarmi e le denunce sui molti, troppi segnali di neofascismi, neonazismi e razzismi amplificano ed enfatizzano fenomeni ed episodi praticamente inesistenti, ingigantiti dagli antifascisti. Questa è invece la realtà che denunciamo ai rappresentanti delle istituzioni che devono intervenire con rigore e nel rispetto della Costituzione e delle leggi che la applicano. Lo abbiamo fatto qualche tempo fa nei confronti di un consigliere comunale e lo facciamo oggi nei confronti di Tommaso Iaria, sindaco di Condofuri, che pochi mesi fa, all’atto dell’insediamento del primo consiglio comunale, ha giurato fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Repubblica e poco dopo calpesta sia l’articolo 54 della Costituzione sia le leggi che la applicano. Non può continuare a essere un rappresentante delle Istituzioni».
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