Premio Satira, Cottafavi sarà il direttore artistico
Il festival sarà di cinque giorni a Villa Bertelli e nelle piazze con (forse) anche interviste ironiche ai politici
forte dei marmi. Il festival della Satira politica di Forte dei Marmi adesso ha anche un direttore artistico ed è Beppe Cottafavi, scrittore, curatore editoriale italiano, ma anche storico giurato del Premio. «Abbiamo scelto una persona che avesse le caratteristiche per farlo, una persona che era già dell’ambito», spiega il sindaco Bruno Murzi, all’uscita dell’incontro che si è tenuto ieri mattina in Comune con il comitato del Premio e il suo presidente, Umberto Donati. «Ho chiesto al comitato (di cui fanno parte, oltre al presidente, Marina De Simone, Emanuela Franchi e Luciano Rodino, ndr) di rimanere – chiarisce il sindaco –. Sono riconoscente per quello che hanno fatto lo scorso anno. Ho chiesto loro di fare da comitato di supporto. È chiaro che ci sono state delle perplessità, anche perché la presenza di un direttore artistico significa che il comitato non dovrà più confrontarsi solo con il sindaco, ma anche con lui. Ho proposto un incontro e vedremo».
Non è chiaro, invece, cosa deciderà di fare Donati (Il Tirreno ha provato a contattarlo, senza ricevere rispota): se rimarrà come presidente del comitato o se deciderà di andarsene.
La riunione di ieri, dice Murzi, è servita «per illustrare le strategie dell’amministrazione sul Festival della satira». Festival che, quest’anno, prima novità, non sarà più di quattro giornate (cioè tre di eventi e una per la premiazione), ma cinque, dal martedì al sabato, durante la prima o la seconda settimana di luglio. Gli spettacoli saranno concentrati a Villa Bertelli, dove il Festival è nato, ma «ci saranno anche eventi nelle piazze del paese». Altra possibile novità è sono le vecchie interviste satiriche ai politici. «Ovviamente bisogna capire se c’è la disponibilità».
Il personaggio da premiare, invece, è ancora un tabù, ma, assicura il sindaco Murzi, «dopo Fiorello e Benigni stiamo cercando un altro grosso nome».
La strategia «è quella di investire ancora di più in quel periodo dell’anno, per far sì che il Festival della satira sia conosciuto. Abbiamo deciso di aumentare il budget di quaranta mila euro, arrivando così a 150mila euro in tutto. Abbiamo anche pensato a una comunicazione su larga scala nel raggio di 150 chilometri. Non faremo solo pubblicità su tv e giornali, ma tappezzeremo anche Firenze, Parma e altre grandi città». —
M.C.
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