ICare ipoteca le farmacie per avere credito dalle banche
L’allarme dei revisori dei conti per lo stato finanziario della società che non ha ancora un contratto con il Comune per la sede di via Bixio
Forte «disequilibrio» tra la composizione degli impieghi e delle fonti i finanziamento per la società interamente pubblica ICare. È l’analisi di fine 2018 da parte del Collegio dei revisori dei conti, presieduto da Alberto Pisanelli. Un verbale pesante, quello che esce dalla riunione di fine anno, con i revisori che ribadiscono come «sia sottodimensionato il capitale sociale di solo 1 milione di euro, per una società che registra un fatturato di 20 milioni di euro, che ha più o meno venti dipendenti e che gestisce una pluralità dei servizi». Tra i quali: riscossione dei tributi, servizio mensa, Residenza sanitaria assistita, servizi cimiteriali, farmacie comunali, gestione di asili nido. «È quini necessario», scrivono i revisori, «un adeguato aumento della sua dotazione patrimoniale, come conferma il sistematico ricorso al sistema bancario». Sistema bancario al quale la società del presidente Moreno Pagnini si è rivolta anche per il pagamento delle tredicesime dei dipendenti.
Agli Istituti bancari ICare si rivolge per ottenere finanziamenti garantiti dalle ipoteche accese sugli immobili che sono sede delle farmacie comunali. Il mutuo da 750.000 con il Banco di Sardegna che la società ha deciso di contrarre, per esempio, è garantito «da iscrizione ipotecaria sociale dove ha sede la Farmacia Centro e si parte dell’immobile di proprietà sociale dove ha sede la Farmacia marco Polo». I revisori ricordano che «si tratta di iscrizioni ipotecarie su beni immobili appartenenti ad una società “In house providing” che assolve una funzione di pubblico interesse».
Ciò sottolineato, la raccomandazione del Collegio è di quelle che non si possono rifiutare: «Emerge l’esigenza immediata di convertire le esposizioni debitorie a breve termine in esposizioni debitorie a termine medio/lungo e di aumentare il capitale sociale per implementare la dotazione patrimoniale». Una scelta, questa, che spetta al Comune,
Tra le sottolineature dei revisori ce n’è una che vale anche per Mover e Sea, grandi sponsor - insieme ad ICare - delle iniziative dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Verificare», prima di sostenere la spesa per questa o quella sponsorizzazione, «quale sia l’effettivo ritorno atteso dalla società in termini commerciali, di immagine, e/o promozione aziendale». Inquietante, inoltre, il passaggio in cui i professionisti dei conti scrivono che «nonostante la richiesta sia stata più volte verbalizzata, non è ancora stato formalizzato alcun contratto che individui il titolo in forza del quale la società utilizza locali di proprietà del Comune di Viareggio, in via Bixio». Per i quali «non risulta siano state ancora volturate le utenze, se non quelle telefoniche». —
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