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Il grido di Barbara De Rossi: «Donne senza protezioni»

Donatella Francesconi
Il grido di Barbara De Rossi: «Donne senza protezioni»

All’associazione “Salvamamme” due valigie dalle Pari opportunità Premiata anche la scultrice Susan Leyland, inglese, in Toscana dal 1973

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Un ritorno all’infanzia per l’attrice Barbara De Rossi che ieri ha ricevuto il Premio Ondina istituito dalla Fondazione Carnevale per “pareggiare” in rosa i tanti premi in onore di Burlamacco: «Ho vissuto qui, e sono stata una piccola viareggina, da uno a cinque anni», ha esordito De Rossi ricordando anche di essere stata madrine del Carnevale viareggino negli anni Ottanta. Ieri a Palazzo delle Muse (dove gli onori di casa dell’amministrazione sono toccati alla sola Patrizia Lombardi che ha annunciato un sindaco “in arrivo” ma il primo cittadino si è materializzato a cerimonia terminata) De Rossi era presente belle vesti di “ambasciatrice” delle donne. Reduce dal successo della trasmissione Rai “Amore criminale”, l’attrice è da tempo presidente onoraria dell’associazione “Salvabebè Salvamamme Onlus” che nella sola Roma «assiste 8.000 donne». Ed è a questa associazione che sono andate le due valige, dotate per il necessario all’emergenza di dover lasciare la propria abitazione, rese possibili dalla raccolta fondi della consigliera comunale Stefania Carraresi, presidente della commissione “Pari opportunità” del Comune di Viareggio. Le valige saranno destinate dall’associazione alla Suore Oblate di Altopascio. «Le valige sono state regalata da un noto negozio di Viareggio», racconta Carraresi, e per il contenuto «mi sono occupata personalmente della raccolta fondi che ha fruttato 625 euro».

«Rimane profondamente ingiusto che una donna, per uscire dai suoi problemi, debba andare via di casa», è la voce di De Rossi. Voce alla quale si è unita quella di Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina e commissario toscano della Lega , ieri al Corso mascherato: «Sul fronte della violenza contro le donne vanno inasprite le pene. E modificato il meccanismo degli arresti domiciliari che provoca, spesso, l’allontanamento della vittima dall’abitazione».

«Protezione per le donne non ce n'è», è stata netta Barbara De Rossi: «Molte denunce vengono lasciate nel cassetto e sottovalutate. È necessario che nelle forze di polizia vengano istituiti corpi specializzati, perché altrimenti continueremo ad avere donne che vengono ammazzate. Servono modifiche legislative, come per esempio per quanto riguarda la legge sullo stalking».

Un tema, quello della violenza sulle donne, sul quale - ha voluto sottolineare l’attrice - «siamo tutti coinvolti. Il problema di quanto sta accadendo alle donne è un problema di rispetto tra essere umani».

L’appello diventa quindi collettivo, universale, a non chiudere gli occhi, a non girare la testa dall’altra parte: «Quando si sospetta una violenza su una donna, questa è l'unica volta in cui bisogna impicciarsi. L’unica volta in cui bisogna non farsi i fatti propri».

Premio Ondina anche all’artista Susan Leyland, in Italia dal 1973, che ha realizzato il “First War Horse Memorial” (nei pressi di Ascot), una figura equestre alta circa una volta e mezza la statura di un cavallo vivente che ricorda a tutti l’importanza che ha avuto il cavallo nella storia della civiltà. —





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