Italia
Strage, sentenza «orrida» per l’avvocato Padovani Stasera Rombi su Rai3
VIAREGGIO. Torna alle responsabilità tutte italiane, da lunedì, il processo d’appello per il disastro ferroviario di Viareggio. La parola passa, infatti, ai difensori degli imputati della officina “Cima riparazioni” di Bozzolo (Mantova), certificata Trenitalia all’epoca della tragedia che ha causato 32 morti ed oltre 100 feriti. Dal 7 marzo, poi, toccherà ai legali degli imputati di Ferrovie e delle sue imprese (Trenitalia, Rfi, Fs Logistica).
Questa sera, intanto, il disastro ferroviario di Viareggio torna in televisione: Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, sarà infatti ospite della trasmissione di RaiTre “Le parole della settimana”, in onda dalle 20,15 alle 21,15. Dopo dieci anni da quella notte maledetta i riflettori dei media nazionali si riaccendono per un momento sulla strage di Viareggio. La cui sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Lucca, nell’aula 32 del Palazzo di giustizia di Firenze è stata definita «orrida» dall’avvocato pisano Tullio Padovani (difensore dipendenti Gatx) nel corso dell’udienza di giovedì scorso.
La lunga discussione del professor Padovani è stata tesa a convincere i giudici della terza sezione della Corte di appello (presidente Paola Masi, con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) del fatto che agli imputati stranieri non possano essere contestate le accuse mosse dalla Procura (i pm Luciana Piras e Salvatore Giannino) in base alla normativa italiana in materia di sicurezza sul lavoro. «Sanzione e precetto», sono state le parole di Padovani, «si legano armonicamente presupponendo la sussistenza di un’organizzazione in Italia ed escludendo enti che non abbiano ivi sede».
Una tesi sostenuta nella infinita discussione dell’avvocato Francesco Ruggeri Laderchi, il quale ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte di giustizia europea proprio su questo aspetto. —
D.F.
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