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Contestazione a Salvini: sentiti testimoni e acquisiti video
La nuova indagine della Procura di Lucca affidata ai carabinieri prosegue spedita La sentenza di archiviazione: «Vaghe le circostanze sul lancio dei sassi»
Proseguono le nuove indagini della Procura di Lucca sul caso delle contestazioni della campagna elettorale 2015 all’oggi ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini. Dopo l’archiviazione delle accuse rivolte a 26 esponenti della sinistra viareggina destinatari di un decreto penale che, una volta appellato, si è trasformato - appunto - in una archiviazione, il pm Antonio Mariotti ha aperto un nuovo fascicolo, affidando una delega di indagine alla Compagnia dei carabinieri di Viareggio.
I militari da settimane stanno ascoltando testimoni di quella giornata di maggio, tra piazza Cavour e Passeggiata, ed hanno acquisito foto e video dagli organi di informazione che seguirono l’iniziativa, organizzata dalla Lega per la campagna elettorale delle elezioni comunali.
Nella sentenza di archiviazione relativa al procedimento aperto immediatamente dopo la giornata di contestazione, il giudice Gerardo Boragine scrive: «Sono rimaste del tutto vaghe ed indefinite le circostanze relative ad un presunto lancio di sassi sul palco destinato al comizio elettorale». Ed inoltre, «se è vero che dalla visione dei filmati acquisiti al fascicolo del dibattimento emerge l’immagine di un sasso esibito alle telecamere, è altrettanto vero che - in sede processuale – è rimasto incerto non solo il fatto materiale del lancio della cosa pericolosa, ma anche l’individuazione dell’autore eventuale del lancio medesimo. E, del resto, queste emergenze appaiono coerenti con l’opzione della Procura della Repubblica di non contestare ad alcuno dei manifestanti la predetta condotta illecita». Adesso però, su quella giornata, gravano nuove indagini. —
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