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Il sindaco: pronti ad aggregare le due Fondazioni dopo il bilancio
Nella domenica contro la violenza di genere Del Ghingaro rilancia il messaggio che parte dal Carnevale
I coriandoli arancioni non hanno neppure fatto in tempo a posarsi a terra che il Corso mascherato dedicato al tena della violenza di genere è stato teatro proprio di una scena di violenza su una donna. Entrambi giovanissimi, lui che l’aggredisce, alza le mani sulla fidanzata. Chi vede la scena non si gira dall’altra parte e chiama il 113. I poliziotti in servizio al Corso si attivano immediatamente. Finisce che arrivano i genitori di lei a portarla via da quel luogo di divertimento che è stato, forse, il primo palcoscenico di una violenza che non deve continuare.
Fino a poco dopo le 17, quando i coriandoli arancioni volano dalla tribuna centrale di piazza Mazzini, il circuito sonoro della manifestazione ha rimandato il messaggio del no alla violenza di genere accompagnato dal numero verde del Centro anti violenza della Casa delle donne di Viareggio. Seduta in tribuna anche Paola De Nicola, magistrato premio dell’Unione Europea Women Inspiring Europe” 2014, che ha partecipato il giorno prima al convegno "Sulla violenza non si scherza…." organizzato dalla Fondazione Carnevale e coordinato da Ilaria Bonuccelli del Tirreno. Vicino a lei Ersilia Raffaelli, presidente della Casa delle donne di Viareggio ancora a rischio trasloco per decisione dell’amministrazione comunale in carica.
«E un grido forte quello che si leva va Viareggio», spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro: «E noi vogliamo che arrivi in ogni casa. Non solo festa, creatività, ma anche denuncia sociale: Viareggio è tutto questo».
In tribuna anche il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, il quale punta il dito sul fatto «che nell’Italia del 2019 un sistema di protezione vero e proprio delle donne ancora manca, a partire dalla vicenda dei braccialetti elettronici. Ed è inspiegabile. O forse no. Perché la politica non solo è distratta, ma è anche insensibile. Perché la politica italiana non è politica che parla ai deboli. Ma vive nel fascino del parlare solo ai forti ed ai vincenti».
L’obiettivo del gran lavoro messo in piedi per l’edizione 2019 del Carnevale di Viareggio sul tema della violenza di genere è quello di giungere ad una “Carta di Viareggio”, contenente la proposta di riforma del codice penale, attraverso l'inserimento tra i delitti alla persona di un capo dedicato espressamente ai delitti di discriminazione basati sul genere della vittima. Un progetto avviato dall'Associazione dei professori di diritto penale italiani e che coinvolge anche un giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il sindaco Del Ghingaro è apparso particolarmente soddisfatto della riuscita del secondo Corso mascherato: «Nel 2020 completeremo il percorso di crescita ed innovazione che abbiamo pensato quattro anni fa. E questo grazie all’impegno di tanti, ma soprattutto di chi guida la Fondazione e di coloro che concretizzano il percorso attraverso i carri, l’arte e la creatività».
Ma c’è un altro percorso che l’amministrazione Del Ghingaro ha in mente da tempo, ed è quello dell’unica Fondazione culturale che vede insieme Carnevale (il cui presidente è oggi Maria Lina Marcucci) e Pucciniano (presidente Alberto Veronesi).
«Appena approvato il bilancio del Carnevale si darà il via all’aggregazione», spiega il sindaco al Tirreno: «Abbiamo tutto pronto, anche lo Statuto». E, forse, anche il nome del presidente che Del Ghingaro sembra coltivare da tempo.
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