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Così continua a essere un punto di aggregazione
PIETRASANTA. Gli anni Settanta segnarono per il Cro di Porta a Lucca (come per molti altri circoli) il sofferto passaggio dell’affiliazione dall’Enal a quella con l’Arci. Un’operazione a “corso forzoso” condotta da un gruppo di giovani comunisti e socialisti su indicazione dei due partiti di riferimento. Tante cose erano cambiate o stavano cambiando nella società italiana e così anche nel quartiere di Porta a Lucca e nel suo Cro. Significative sarebbero state negli anni successivi le trasformazioni di quei locali, ormai di proprietà del Comune, compresa la loro radicale ristrutturazione e riqualificazione insieme a buona parte delle abitazioni circostanti.
Le ultime gestioni del Circolo hanno fatto registrare alti e bassi, una prolungata chiusura e anche l’attuale consiglio deve fare i conti con i rapidi cambiamenti sociali in atto e soprattutto con un territorio che non è più quello di un tempo, con la fuga dei residenti dal centro di Pietrasanta e la chiusura dei numerosi laboratori di marmo retrostanti che occupavano centinaia di operai, per decenni vera e dinamica base sociale del Cro. Oggi, passando davanti al Circolo (cinquecento tesserati nel 2018/19) capita di sentire giovani e meno giovani cantare in allegria al suono di un pianoforte o di una chitarra. Sono i cosiddetti “eventi”, programmati dalla presidente Marina Pardini e dal gestore Giovanni Panconi. Serate per richiamare soci, fare cultura e far quadrare i conti. Anche se la partita si gioca pure su un altro tavolo, quello della buona cucina, della bevuta serale e della frequentazione quotidiana. La partita è aperta. Anzi, apertissima. — G.R.
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