Il Tirreno

Versilia

OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO 

Approderà in consiglio il caso dei lavori alla ditta del sindaco

Luca Basile
Approderà in consiglio il caso dei lavori alla ditta del sindaco

Il Pd chiede alle forze di maggioranza «di aprire una seria e trasparente riflessione per eliminare immediatamente le evidenti cause della incompatibilità del sindaco»

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«Il consiglio comunale apra ad una seria riflessione sul rapporto di lavoro, basato su affidamenti diretti o bandi di gara, tra le aziende di cui il sindaco Alberto Giovannetti è socio o amministratore e il Comune». Il Pd rilancia: dopo avere evidenziato, nei giorni scorsi, l'inopportunità, da parte del primo cittadino, di avere appunto eseguito lavori con la propria azienda per il Comune da lui stesso amministrato, oggi chiama in causa il presidente del consiglio Paola Brizzolari e gli stessi consiglieri comunali: «Si faccia chiarezza nelle sedi istituzionali» dicono dal Partito Democratico.

«Abbiamo approfondito il tema con il supporto di legali ed esperti di pubblica amministrazione: il quadro che emerge - scrive Ettore Neri in una nota - è inequivocabile. Riguardo alle incompatibilità degli amministratori locali, il riferimento è il Testo unico enti locali: l’articolo 61 al comma 1 bis del Decreto legislativo 267/2000 prevede che non può ricoprire la carica di sindaco colui che ha parenti o affini fino al secondo grado che abbiano con l'amministrazione rapporti di appaltatore di lavori o di servizi comunali. E ancora l’articolo 63 comma 1 numero 2 del decreto legislativo 267/2000 stabilisce che non può ricoprire la carica di sindaco colui che come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune. In poche parole - aggiunge Neri - il sindaco si viene a trovare in una condizione di incompatibilità con la carica qualora l’ente amministrato affidi appalti o semplicemente anche servizi senza gara in favore di società di cui sempre il sindaco sia titolare, amministratore o qualora sia fornito di poteri di rappresentanza o semplicemente di coordinamento della società, questo sia direttamente che anche indirettamente. Ciò comporta che il sindaco stesso assuma la qualità di appaltatore del Comune, incarico incompatibile con quello di rappresentante del Comune. L’incompatibilità determina l’impossibilità di ricoprire la carica di sindaco qualora dal suo esercizio possa nascere un conflitto di interesse con l’ente».

«In base all’articolo 68 - prosegue Neri - le cause di incompatibilità, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa comportano la decadenza dalla carica di sindaco e di consigliere comunale. L’organo predisposto alla verifica della cause di incompatibilità, anche sopravvenute, è proprio il consiglio comunale che deve invitare l'amministratore entro dieci giorni a formulare le sue osservazioni o a eliminare la causa di incompatibilità o ineleggibilità. Entro i successivi dieci giorni il Consiglio delibera definitivamente sulla causa di incompatibilità e invita il sindaco a rimuovere la causa stessa o a esprimere l' opzione per la carica che intende conservare, in modo da evitarne la decadenza».

Insomma Neri chiede a tutti i consiglieri e alle forze di maggioranza «di aprire una seria e trasparente riflessione per eliminare immediatamente le oramai evidenti cause della incompatibilità di Giovannetti ad esercitare la sua attività istituzionale».

Con una postilla degna di nota: «Il Testo unico enti locali prevede inoltre all’articolo 70 che la decadenza dalla carica di sindaco può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile». —

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