Il presidio
Sono un centinaio i docenti da sostituire a settembre nelle scuole versiliesi
Quarantatré prof andranno in pensione con la legge Fornero, più del doppio quelli che potrebbero andarci con Quota 100
VIAREGGIO. Oltre cento cattedre da riempire, alcune sicuramente all’ultimo minuto. È lo scenario che si prospetta per le scuole della Versilia, il prossimo anno scolastico (quello che partirà a settembre). Sono 43, infatti, gli insegnanti che andranno in pensione con la legge Fornero. A cui, da quest’anno, vanno aggiunti i circa 100 insegnanti che hanno i requisiti per andare in pensione con quota cento e potrebbero quindi presentare domanda. E non sono gli unici posti che si apriranno nella scuola. Per quanto riguarda il personale Ata (che comprende collaboratori scolastici e personale amministrativo) sono 16 le persone che andranno in pensione con la legge Fornero, altri venti circa potrebbero andarci con la nuova riforma giallo-verde. I dirigenti che invece lasceranno la scuola saranno due.
I posti liberi
Sessantuno sono i posti che, sicuramente, si apriranno nella scuola e che verranno sostituiti subito a settembre. Ci sono 43 insegnanti da rimpiazzare: 4 nelle scuole dell’infanzia, 13 nelle primarie, 2 nelle medie e 7 nelle superiori. Più il personale Ata e i dirigenti.
Quota cento
Per il momento, rimane l’incognita Quota cento. A fine gennaio è stato pubblicato il decreto che contiene le disposizioni in merito al trattamento della pensione anticipata, alla quale potrà accedere chi ha almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. In provincia di Lucca, stando ai dati a disposizione della Flc Cgil, tra insegnanti e personale Ata, i nati nel 1957 sono 1.130, 900 circa gli insegnanti, di cui 230 in Versilia. «Di questi non sappiamo ancora quanti abbiano maturato anche i 38 anni di contributi – spiega il segretario della Flc Cgil di Lucca, Antonio Mercuri –: per avere un dato più certo bisognerà aspettare la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di quota 100». Secondo il calcolo dei sindacati, però, in Versilia, sono circa 100 gli insegnanti nati nel 1957 che hanno maturato i requisiti. Le sede locali dei sindacati, in questi giorni, sono stati presi d’assalto dal personale della scuola. «Chiedono informazioni, altri hanno già fatto richiesta» spiega Mercuri. Ad oggi però sono solo venti, in tutta la provincia, gli insegnanti che hanno presentato domanda di prepensionamento (quattro i dipendenti Ata). I termini scadono il 28 febbraio. A scoraggiare il personale potrebbe essere l’assegno più basso che si percepirà aderendo a Quota 100. Secondo i dati pubblicati da Snals, il sindacato nazionale autonomo lavoratori, ad esempio, un docente di scuola superiore, nato nel 1957 e con 38 anni di contributi che guadagna al mese 2.178 euro mensili lordi, se usufruisse di Quota 100 avrebbe una pensione mensile di 1. 686, 83 euro; con la legge Fornero sarebbe di 2. 018, 11 euro.
Le assunzioni
Le assunzioni sono però un tasto dolente. Per il personale del comparto scuola è prevista un’unica finestra di uscita annua, che è il primo settembre dell’anno in cui si maturano i requisiti per l’accesso alla pensione. Il personale che andrà in pensione con la legge Fornero verrà sicuramente sostituito a settembre (con personale di ruolo o fino al 31 agosto 2020). Per i Quota 100 non è così scontato. L’organico di diritto (cioè il numero di personale necessario, calcolato sulla base degli iscritti) viene infatti calcolato a marzo. E non è detto che per quella data sia già pronto l’elenco dei Quota 100 da sostituire. Verranno ricalcolati nell’organico di fatto (cioè il personale necessario, ricalcolato a fine estate, sulla base dei cambiamenti nelle iscrizioni e nelle mobilità) e si aprirà, questo ormai è sicuro, la caccia al supplente, all’ultimo minuto.
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