Il presidio
Santini: disagi alle Poste ma la loro preoccupazione è togliere il crocifisso
CAMAIORE. Il consigliere comunale di Viareggio, ma camaiorese, Alessandro Santini va all’attacco delle Poste. «Quale soluzione migliore per far funzionare le Poste Italiane e per far arrivare le lettere in tempo? Togliere il crocifisso dagli uffici. Ma certo, il problema delle Poste Italiane è solo e unicamente la presenza scomoda di quel pezzetto di legno incrociato. Perché la laicità delle Poste permette un servizio migliore agli utenti e i cittadini sono più contenti».
«Mandare persone da Lucca per togliere il crocifisso dall’ufficio postale centrale di Camaiore – afferma Santini – è un pessimo gesto che non dimostra affatto attenzione al credo altrui, ma dimostra insensibilità delle Poste, dimostra quanto siamo distanti dal cuore dei cittadini, ma solo molto più vicini al loro portafogli, ai loro conti correnti e alle loro cassette di sicurezza. Ma chi se ne frega se Camaiore è terra di tradizione religiosa e di fede, ma chi se ne frega dei camaioresi e del loro viscerale attaccamento “bigotto” ad un oggetto attaccato sui muri. Alle Poste interessano i soldi e basta, poi chi se ne frega se la posta a casa arriva a singhiozzo o mai. Prima la sigla Pt era uno dei simboli nazionali, come Sip, Enel. E noi ci credevamo e ne andavano orgogliosi. Ora tutto si è raffreddato e ci siamo allontanati da tutto. Prima le Poste, la Luce e il Telefono erano parte integrante di casa: ma oggi non più. E allora via anche il crocifisso dagli uffici pubblici. Però io dico basta a questa “laicità” forzata dello Stato che svilisce e snatura l’Italia – conclude Santini – Perché se arriviamo a togliere i crocifissi dai muri siamo pronti anche a scusare chi bestemmia in consiglio comunale anche se a farlo è qualcuno delle istituzioni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
