Il Tirreno

Versilia

le parti civili 

Marzaduri e Menzione in campo con l’accusa

D.F.

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VIAREGGIO. Quello delle responsabilità di Mauro Moretti in qualità di ex amministratore delegato di Ferrovie è stato il tema toccato nelle discussioni degli avvocati di parte civile Riccardo Carloni, Gabriele Dalle Luche ed Ezio Menzione. Mentre il professor Enrico Marzaduri si è addentrato nella difesa dell’impianto giuridico dell’accusa prima, e della sentenza di primo grado poi, per cui il disastro ferroviario di Viareggio è da considerarsi a tutti gli effetti figlio della violazione anche della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Elemento che costituisce aggravante pesante di responsabilità e relative pene comminate dal Tribunale di Lucca e sottoposte oggi al giudizio della Corte d’Appello.

Tribunale di Lucca che ha condannato Moretti in qualità di amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, ma non come ad di Fs, incarico ricoperto all’epoca dei fatti. Nel difendere la testi dell’accusa (Procura di Lucca), l’avvocato Menzione (per il Dopolavoro ferroviario di Viareggio) ha sottolineato: «Moretti era a capo di una holding che non era disciplinata da un regolamento interno e dunque era alla sua mercé. Le società erano più di una, ma l’impressione era che l'impresa fosse una soltanto e che a capo ci fosse Moretti. Come testimoniato in aula da Diego Della Valle». Un amministratore delegato di Ferrovie «in grado di ispirare tutte le scelte in materia ferroviaria anche a livello europeo», ha ricordato l’avvocato Gabriele Dalle Luche. —

D.F.

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