Italia
Bolkestein, Del Dotto ai balneari: «Non siete salvi»
Il sindaco: la proroga di 15 anni non basta a evitare le aste. Intanto il Pd regionale riscrive la mozione contestata
LIDO DI CAMAIORE. Bacchetta i colleghi del Pd regionale, perché «la politica deve spendere parole giuste e corrette oppure, come si conviene quando non si hanno idee chiare o non si conosce un argomento, fare migliore figura tacendo». Ma spiega che la proroga di 15 anni delle concessioni balneari non risolve il problema delle aste delle spiagge. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto interviene sulla questione Bolkestein, dopo la mozione di sette consiglieri regionali Pd che chiedevano alla giunta toscana di impugnare i provvedimenti del Governo sulle spiagge. Tra cui anche la proroga di 15 anni, che i balneari considerano la loro ciambella di salvataggio dalle aste.
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Da qui, il finimondo nella categoria.. «In questa incertezza – afferma Del Dotto – la proroga è per i balneari l’ultima boccata di ossigeno arrivata poco prima di annegare; dunque, per quanto disprezzabile nella logica di precarietà e irresoluzione che essa alimenta, non merita di essere demolita. Stare dalla parte dei balneari, adesso, significa premere con ogni forza perché giunga in approvazione una legge vera, seria e compiuta di riforma del settore del demanio marittimo, basata su autorizzazioni, semplificazione, legalità e tutela dell’ambiente. Nessuno deve consentire che il Governo pensi di aver risolto il problema e di prendere i voti alle Europee con una proroga che non solo rischia di non durare, ma che certamente non risolve il problema dell’uscita dalle evidenze pubbliche. Le energie della politica – conclude il sindaco – devono essere spese a sostegno della battaglia di quelle imprese familiari che non fanno abusi e pagano le tasse, premiando gli imprenditori seri e mettendo alla porta coloro che hanno abusato del diritto concesso dalle comunità».
Lunedì a Forte dei Marmi i balneari si sono incontrati di nuovo. «Avremmo dovuto parlare della nuova legge regionale sul turismo – ha spiegato il presidente dei balneari di Forte Martino Barberi – ma quanto è avvenuto sabato scorso ha messo la categoria in allarme». A scatenare le ire dei balneari era stata, come detto, una mozione del gruppo consiliare del Pd in Regione Toscana. «Da parte del capogruppo Marras e dei consiglieri toscani c’è stata immediata disponibilità a rivedere le cose», ha precisato il deputato dem Umberto Buratti. In effetti Marras ha garantito che la mozione è stata rivista: «Depositeremo il nuovo testo depurato, a scanso di ulteriori equivoci, delle parti che ineriscono il demanio marittimo». Così Fabrizio Licordari (Assobalneari Confindustria), che aveva sollevato il caso.
«La partecipazione all’assemblea di tanti balneari – ha detto – indica come il clima non sia affatto rilassato, anche perché la proroga di 15 anni è un punto di partenza e non un punto di arrivo. E questa mozione toscana avrebbe potuto creare situazioni molto pericolose per tutti i concessionari italiani, visto che la proroga è stata costruita sul rasoio grazie alla convergenza di forze di maggioranza come la Lega, e dell’opposizione, vedi l’onorevole Buratti. Vedremo la nuova mozione e ne prenderemo atto, ma fin d’ora come Assobalneari dobbiamo ripartire dalla proroga per evitare l’applicazione della Direttiva servizi, la Bolkestein, così com’è stato fatto per gli ambulanti». La capogruppo della Lega in Regione, la versiliese Elisa Montemagni, portando un messaggio ai balneari del ministro Centinaio ha assicurato: «Il Governo sui quindici anni non retrocederà di un passo».
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