Biancaneve, Frida e Medea: per la vittoria del Carnevale di Viareggio sarà una sfida fra donne
Da Allegrucci e i Lebigre i carri che convincono maggiormente alla loro prima uscita. Avanzini divide il pubblico, ma ha tutte le carte in regola per puntare al successo
VIAREGGIO. È stata la prima uscita. E dunque il giudizio non può essere ancora definitivo. Ma la sfilata inaugurale ha già fatto intuire quali saranno i carri che potrebbero contendersi la vittoria finale per l'edizione 2019 del Carnevale di Viareggio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.17712881:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/02/01/news/il-carnevale-snobba-la-politica-gialloverde-tra-donne-e-profughi-i-carri-faranno-pensare-1.17712881]]
L’ultima Biancaneve di Jacopo Allegrucci. Bistrattato nella passata edizione dalle giurie che hanno piazzato il suo Pifferaio magico soltanto quarto, quest’anno Jacopo Allegrucci ci riprova reinterpretando un’altra fiaba popolare come quella di Biancaneve. E cerca di dare più spessore al messaggio che vuol lanciare agli spettatori. L’argomento, del resto, è di strettissima attualità, visto che ad uccidere (o addormentare?) l’itterica Biancaneve dei giorni nostri non è il veleno iniettato dalla malefica strega della favola, bensì un mortale cocktail di pesticidi, rifiuti inquinanti e molecole geneticamente modificate che nella realtà troviamo occultati in molti dei piatti che mettiamo sulle nostre tavole. Ma al di là del contenuto, ad incantare della Biancaneve di Allegrucci è innanzitutto la spettacolarità del carro, la capacità di proporre agli spettatori una storia che si sviluppa come un racconto a parte (forse eccessivamente lungo, se proprio vogliamo trovare un difetto), riuscendo ad utilizzare registri narrativi diversi: un po’ thriller quando la strega si prende la scena, decisamente più poetico quando invece Biancaneve si risveglia. E poi i movimenti, cavallo di battaglia di Allegrucci e del suo staff: Biancaneve che si alza e si accascia, la strega che porge il frutto avvelenato alla sua vittima e perfino le mele che cadono giù dal cestino rotolando sul carro sono azzardi che si rivelano geniali. Insomma, un carro completo, ben studiato, dove la modellatura è curata e ogni dettaglio ha una propria funzione. Che può aspirare alla vittoria finale. E certamente al podio. Voto: 9.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746534:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746534:1652455795/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Adelante di Lebigre e Roger. Lei, Frida Kahlo, “rubata” da alcuni dei suoi autoritratti più riusciti, sembra quasi viva. E, nonostante non sia certo una sua caratteristica, riesce ad essere perfino bella. Ma, al di là dell’impatto che la pittrice messicana icona di un certo modo di essere donna suscita nello spettatore, è tutto il carro a regalare emozioni al pubblico. Perché grazie ad un abile utilizzo dei colori, ad una accurata modellatura anche delle figure di secondo piano e alla riuscita scelta di alcuni dettagli (vedi il poetico movimento di ali delle farfalle sul retro), il carro riesce ad innescare quell’alchimia con gli spettatori che non tutte le costruzioni riescono a mettere in moto. E se dal bozzetto era legittimo temere che il carro potesse risultare un po’ statico, la soluzione di utilizzare le marionette come quinte girevoli che lasciano spazio a una serie di pannelli luminosi rende la costruzione dei Lebigre più completa. Una nota di merito, poi, per le coreografie dei figuranti a terra che, grazie anche ad una colonna sonora messicaneggiante, regala un ulteriore tocco di allegria e vivacità. Ma questa non è certo una novità... Voto: 9
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746535:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746535:1652455795/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Medea di Alessandro Avanzini. È un carro destinato a dividere. Più il pubblico viareggino che, probabilmente, le giurie che dovranno giudicarlo. Perché Medea è un vero capolavoro di bellezza, ricercatezza, perfezione stilistica. Come molti carri di Alessandro Avanzini ha però il “difetto” di essere poco carnevalesco, cupo, per certi versi perfino inquietante. Però è davvero difficile non restare incantati da quella testa di donna che sembra avere il potere ultraterreno di ammaliarti, rapirti, portati via. E poi come non riconoscere l’abilità nella modellatura e ancor più nella colorazione che fanno di Avanzini un autentico fuoriclasse. E allora poco importa se sberleffo e allegria non abitano qui. Carnevale può essere anche questo. Anche se non può essere solo questo. Voto: 8,5
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746536:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746536:1652455795/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il Pa-drone di Fabrizio Galli. Non c’è dubbio. Il Donald Trump di Fabrizio Galli è certamente il carro di maggiore impatto di questa edizione. Con i suoi venti metri di altezza, avanza maestoso e minaccioso fra il pubblico dei viali a mare. E, grazie ad un meccanismo di pistoni idraulici, riesce quasi a volare, staccandosi dalla piattaforma del carro, come il drone della seconda parte del titolo. Galli non tradisce poi le sue doti di modellatura realizzando un ritratto fedele e convincente del presidente degli Stati Uniti. Le proporzioni della testa sembrano semmai ridotte rispetto al corpo, ma i fans del videogioco a cui il carro si ispira giurano che questa è una caratteristica anche dell’originale. E poi Fabrizio Galli mantiene in vita quella satira politica di cui si è nutrita per decenni il Carnevale di Viareggio e che da qualche tempo sembra essere stata colpevolmente dimenticata. Insomma, un gran bel carro che unisce tradizione e innovazione. Voto: 8.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746537:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746537:1652455795/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Alta marea di Roberto Vannucci. Il tema scelto quest’anno da Vannucci è sicuramente di grandissima attualità. E il carro - che raffigura una balena quasi intrappolata dai rifiuti e della plastica che sta invadendo gli oceani - è di immediata lettura. Il colossale cetaceo ha dalla sua il gigantismo tipico dei carri del Carnevale di Viareggio (e cifra stilistica dello stesso Vannucci). Forse anche per qualche problemino tecnico al debutto, il movimento della balena non è però così “sciolto” come ci si potrebbe attendere. E allora manca quell’effetto-spettacolo che avrebbe reso il carro uno dei possibili candidati almeno al podio. Voto: 7,5.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746540:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746540:1652455795/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Branco di Massimo e Alessandro Breschi. Spettacolare, scenografico, ben modellato. Il carro sul bullismo firmato dai fratelli Breschi è fra quelli che alla prima uscita dei carri hanno maggiormente impressionato il pubblico. Utilizzando le jene che si lanciano sul pubblico come elemento di grande suggestione sugli spettatori, i due fratelli hanno fatto utilizzato l’espediente del libro come sipario dietro il quale celare le tre fiere affamate per dare maggiore teatralità alla rappresentazione. Un effetto reso ancor più coinvolgente dall’utilizzo di un impianto di illuminazione particolarmente sofisticato e dal ricordo a giochi pirotecnici che sui carri rappresentano una novità assoluta. L’utilizzo di graffiti nella rifinutura esterna del carro e la coreografia che richiama al mondo dei writers dà poi un sapore “acido” all’ambientazione che strizza l’occhio al mondo dei giovanissimi. Voto: 7,5
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746542:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746542:1652455794/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La teoria del Kaos di Umberto, Stefano e Michele Cinquini. Difficile riuscire a dare un giudizio asettico quando in automatico il ricordo va ai Papaveri rossi dello scorso anno, capolavoro assoluto della Cinquini’s band. E infatti il carro progettato quest’anno è completamente diverso dal precedente. E questo è probabilmente un bene, perché uno dei pregi dei campioni in carica è proprio quello di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, senza mai appiattirsi sui lavori del passato. Anche se questo non sempre significa fare un passo avanti nel risultato ottenuto. Ebbene, seppur con il gusto della ricerca della novità utilizzato come faro, i Cinquini riescono solo in parte ad ottenere l’effetto che cercavano. Peccato. Ma non è il caso di scoraggiarsi. Voto: 7,5
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746543:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746543:1652455794/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per chi suona la campana di Carlo Lombardi. Elegante, ben realizzato e ben colorato, il carro sui cavalieri dell’Apocalisse ci regala un Lombardi più attento ai dettagli e alla composizione del carro. Efficaci anche i movimenti del cavallo in primo piano (sono sembrati bloccati, invece, i due cavalli laterali). Però, complice una lettura tutt’altro che immediata del significato, la costruzione nel suo insieme resta un po’ troppo fredda. Voto 6,5.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17746544:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17746544:1652455794/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’inganno della sirena di Luigi e Uberto Bonetti. Difficile giudicare il carro dei Bonetti in questa prima uscita. Praticamente ferma la figura principale della sirena, la costruzione - senza poter esprimere le proprie potenzialità - è risultata praticamente illegibile. Qualche spunto positivo traspare nella ricerca di suggestioni legate all’effetto notturna (vedi le file di luci sulle meduse e l’utilizzo di colori fluo), ma è davvero troppo poco per raggiungere la sufficienza. E l’ennesimo guasto tecnico già al primo corso - più che un’attenuante - vista la recidiva diventa un’aggravante. Voto: 5 —
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:foto-e-video:1.17166937:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/foto-e-video/2018/08/19/fotogalleria/carnevale-di-viareggio-2019-i-carri-di-prima-categoria-1.17166937]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

