Il Tirreno

Versilia

La crisi delle feste in piazza Primo weekend senza rioni

Simone Pierotti

Resistono solo Darsena e Marco Polo: il Carnevale Centro Storico dà forfait Pochi soldi da spendere e normative sempre più rigide: «Andare avanti è dura»

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Ventuno giorni ininterrotti di feste rionali. Dal 29 gennaio al 20 febbraio baldoria ogni sera. Correva l’anno 1983, ma sembra un secolo fa: mai, nella storia del Carnevale, Viareggio arrivò ad avere dieci diversi rioni come in quel glorioso periodo. Trentasei anni dopo, resistono soltanto Marco Polo e Darsena. E vanno avanti districandosi fra scartoffie, norme sulla sicurezza sempre più stringenti e una crisi che ha inevitabilmente inciso sui consumi. Dopo che anche la Croce Verde a inizio anno ha gettato la spugna – in corrispondenza col terzo corso era in calendario il Carnevale Centro Storico – sono rimasti in due, costretti oltretutto a ridurre il circuito della festa per ridurre le spese. Il Marco Polo farà da apripista per poi replicare il weekend successivo: l’appuntamento sul piazzale della chiesa di Don Bosco e dal 15 al 17 febbraio e dal 22 al 24 febbraio.

«Non potevamo lasciare i viareggini e i turisti che amano il Carnevale senza feste rionali – racconta Marco Puccinelli, presidente del Rione Marco Polo – così abbiamo deciso di osare. Ma negli ultimi giorni il tempo è stato bello, sembrava già primavera: voglio essere fiducioso per la nostra festa».

Anche perché la buona riuscita dei rioni, essendo eventi a ingresso libero, dipende quasi esclusivamente dalla clemenza del meteo: «Oggi organizzare una festa rionale è diventata un’impresa», prosegue Puccinelli. Ed è una frase che si presta a due letture. Impresa nel senso di azione che presenta rischi e richiede impegno, ma anche intesa come attività economica: «Lamentarsi non serve a nulla, ma gli adempimenti burocratici che siamo chiamati a rispettare sono sotto gli occhi di tutti. La circolare Gabrielli, poi, è stata un’ulteriore mazzata. Però sogno di rivedere i rioni alla Migliarina, a Torre del Lago, alla Croce Verde».

Dall’1 al 5 marzo, nel lungo weekend che culminerà con l’ultima sfilata il giorno di martedì grasso, sarà il Carnevaldarsena ad accogliere tutti. Con un’edizione di accompagnamento verso il primo mezzo secolo di vita che sarà all’insegna della tradizione: «Riproporremo la sfilata dei gruppi mascherati la sera del venerdì – anticipa Alessandro Summonti, vicepresidente del comitato rionale – avremo quattro complessi musicali che suoneranno dal vivo e, la domenica sera, un ospite a sorpresa. E poi per quasi tutte le sere del rione ci sarà la street band dei Pedrasamba».

Il baccanale di via Coppino, come dimostra il successo dell’ultimo biennio, mantiene intatto il suo fascino. Ma è una mosca bianca: «Perché si sono persi i rioni? I tempi sono cambiati - prosegue Summonti - e poi la crisi non ha risparmiato nessuno: chiudono negozi, discoteche, pub. In giro c'è poca voglia di spendere e anche di uscire. Nonostante tutto, i rioni rimangono il principale evento, al di fuori dei corsi mascherati, in grado di richiamare turisti in città. E questo le istituzioni dovrebbero riconoscerlo». —

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